Quel mobiletto orrendo con i pomolini in ceramica all’ingresso di casa di mia nonna, sul quale troneggiano telefono e bomboniere oscene di matrimoni anni Ottanta, avrà cinquant’anni.
Quel maglione infeltrito e logorato che mio papà mette quando fa i lavori in giardino, avrà cinquant’anni. Quella poltrona in simil pelle sfondata dalle pennichelle pomeridiane di zia Mariuccia, avrà cinquant’anni. Quel signore simil giovane convinto che disinteressandosi del passare del tempo questo si fermi, quell’attempato ragazzo che accanto al computer ha Goldrake e una sveglietta con la gallina che becca al ritmo dei secondi, ha cinquant’anni e nello specifico sono io.




