Cinquantamila bresciani non hanno un medico di medicina generale fisso. Il saldo tra chi va in pensione, o cambia progetto di vita, e chi inizia la professione, è negativo da anni.
«Servono terapie urgenti e radicali che vadano alla radice del problema. Bisogna parlare e ascoltare i giovani per capire come mai non sono più attratti dalla medicina sul territorio» ha affermato Claudio Sileo, direttore generale Ats Brescia, in un recente incontro nella sala Libretti del Giornale di Brescia, in via Solferino. Dati alla mano, il direttore prospetta un futuro non esattamente confortante.



