Chi salverà dalla corona Harry e Meghan?

La vicenda sembra il remake del «gran rifiuto» di Edoardo VIII, il quale abdicò per sposare Wallis Simpson
Harry e Meghan - Foto tratta da Pinterest
Harry e Meghan - Foto tratta da Pinterest
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Dio salvi la Regina, giacché non è facile trovare un’ultra novantenne che riesce ad assestare uno scappellotto così potente da far sentire il rumore aldilà dell’oceano. Elisabetta non suscita tenerezza come una dolce signora, essa incute il rispetto dovuto a chi osserva le regole prima di dettarle.

Infatti, fregandosene del fatto che Harry e Meghan abbiano investito una cifra blu per creare il sito internet «Sussex Royal», ha deciso che dovranno eliminare i riferimenti a quella corona che pareva stesse loro più sul gozzo che sul capo. All’improvviso Harry è diventato un ex principe azzurro con la chierica evidente, mentre Meghan, facendo emergere il loro brand come straordinario, sta guadagnando la fama di imprenditrice agguerrita che ha trovato la sua «mucca viola».

Entrambi allergici al rigido protocollo sembra abbiano perso la patina protettiva, seppure lo strappo compiuto da Harry non lo ridurrà come il plantageneto Giovanni senzaterra. Egli conserverà le ingenti proprietà personali, perdendo solo le incombenze accessorie di titoli ingombranti delle quali si è spogliato con malcelata noncuranza. La vicenda sembra il remake del «gran rifiuto» di Edoardo VIII, il quale abdicò per sposare Wallis Simpson. Anche lei americana, divorziata, colpevole agli occhi del mondo di indossare troppo manifestamente la cravatta e i pantaloni.

Gli sposi ribelli hanno scrostato con le unghie la ceralacca dai dispacci ufficiali. Forse come gli abitanti di Eutropia, una delle città invisibili di Italo Calvino, si sono sentiti «invadere dalla stanchezza, non hanno più sopportato il loro mestiere, i loro parenti, la loro casa e le loro vite. Si sono annoiati di salutare o di essere salutati, indifferenti alle strade lastricate di bronzo e ai teatri di cristallo».

Può darsi abbiano deciso di cambiare città dopo aver provato quel «momento disperato in cui si scopre che l’impero che era sembrato la somma di tutte le meraviglie è uno sfacelo senza fine né forma». Hanno preferito vivere liberi, contando unicamente sulle loro forze, senza doveri e senza il cospicuo appannaggio pubblico. Il bisogno di autonomia è un richiamo che sicuramente risuona anche nella sala del trono, nella quale E&M sono chiamati a rispondere solo in sesta battuta sulla linea di successione. Come la gente senza blasone anche i coniugi «insubordinati» si sentono adulti, vogliono mantenersi e uscire di casa. Dovrebbero essere salvati dalla Regina se ha pensato di impedirlo!

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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