L’ultimo a chiudere i battenti è il primo ad avere una prospettiva di futuro. Parliamo dell’ex ospedale Sant’Orsola dei Fatebenefratelli che ha cessato la sua attività ospedaliera dieci anni fa, nell’estate 2012. Ben dieci anni dopo la Clinica Moro di via Crispi, chiusa dal 2002 e quasi quindici dall’ex ospedale dei Bambini «Umberto I», chiuso dal 1998. La formalizzazione del via libera al progetto di ristrutturazione del grande edificio che insiste su via Vittorio Emanuele II, contrada del Cavalletto e via Moretto è atteso per la prossima settimana in Giunta, cui seguirà la discussione in Consiglio comunale.
La condizione
Il via libera dell’Amministrazione comunale è condizionato (la garanzia è stata stesa nero su bianco dall’Ordine ospedaliero dei Fatebenefratelli, ad oggi ancora proprietari dell’ex ospedale) all’impegno da parte dei frati di reinvestire in via Pilastroni, sede dell’Istituto di ricovero e cura a carattere scientifico, il capitale ricavato dalla vendita del Sant’Orsola. Investimento più volte rinviato ed ora più che mai necessario per realizzare una nuova palazzina dedicata ai laboratori di ricerca. Una storia lastricata di difficoltà quella del palazzo ottocentesco, cui negli anni sono stati aggiunti «pezzi» di cemento (l’ultimo piano, ad esempio) e che da quando è stato svuotato delle sue funzioni di cura e assistenza ha faticato a trovare una nuova identità.



