Caso Davigo, al Csm pronta la pratica a tutela dei giudici di Brescia

Interviene il Consiglio superiore della magistratura dopo l’attacco dell’ex pm ai magistrati
Piercamillo Davigo ha attaccato i giudici bresciani - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
Piercamillo Davigo ha attaccato i giudici bresciani - Foto Ansa/Luca Zennaro © www.giornaledibrescia.it
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Il Consiglio superiore della magistratura accoglie in 24 ore la richiesta arrivata dai magistrati del tribunale di Brescia, scossi dopo l’attacco frontale dell’ex pm di Mani pulite Piercamillo Davigo.

«Il Tribunale di Brescia si riserva di segnalare quanto accaduto al Consiglio Superiore della Magistratura per l’apertura di una pratica a tutela di tutti gli Uffici Giudiziari del capoluogo del Distretto» aveva scritto in una nota il giudice Cesare Bonamartini, responsabile per la comunicazione istituzionale.

Da nota a nota. «Il presidente della Prima Commissione del Csm Enrico Aimi ha predisposto la presentazione al Comitato di presidenza di una pratica a tutela di tutti i magistrati del distretto di Brescia in relazione alle dichiarazioni imbarazzanti di Piercamillo Davigo» è stato scritto da Roma. Le parole finite al centro del caso sono quelle che Davigo ha pronunciato nel corso del podcast di Fedez «Muschio Selvaggio» con le quali l’ex magistrato ha criticato i giudici che lo hanno condannato in primo grado a 15 mesi per rivelazione di atti coperti da segreto d’ufficio nell’ambito dei verbali sulla presunta Loggia Ungheria.

«A Brescia le cose non sempre le capiscono e per questo mi hanno condannato» ha tuonato Davigo aggiungendo «Se un pescatore pesca un luccio di 15 chili e lo fotografano sul giornaletto di provincia, è il pescatore che fa protagonismo o il luccio che è grosso? Non do giudizi, ma mi limito a dire che nel caso che mi ha riguardato, io ero un luccio che dava lustro».

Puntando poi il dito contro Roberto Spanò, il giudice che ha firmato la sentenza di condanna nei confronti di Davigo. «Questo è un Paese curioso in cui il presidente del collegio di Brescia pubblicamente più volte ha dichiarato che fino a questo processo non sapeva cosa fosse il comitato di presidenza del Csm. Non è una cosa di cui ti devi vantare».

Per Enrico Aimi, presidente della prima Commissione del Csm «quanto affermato da Piercamillo Davigo è un attacco all’autonomia e al prestigio della magistratura, nonché un atto denigratorio del lavoro svolto negli uffici giudiziari di Brescia, ancor più inopportuno visto il giudizio pendente in corso. Sorprende - ha aggiunto Aimi - che un magistrato, con così tanta esperienza alle spalle, rilasci dichiarazioni di questo tenore che non solo minano la credibilità dei giudici interessati, ma dell’intero ordine giudiziario».

Parole che ricalcano la presa di posizione dei magistrati bresciani: «Pur nella umana comprensione della difficile posizione di imputato, vivo stupore e sconcerto destano i contenuti dell’intervista rilasciata dal dottor Piercamillo Davigo. Espressioni e atteggiamento - è stato scritto dal Tribunale di Brescia - che costituiscono incomprensibile negazione del rispetto dovuto alla giurisdizione tout court, doveroso ed esigibile soprattutto da chi ha indossato la toga per oltre quaranta anni».

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