Case Aler di via Marchetti, i residenti chiedono incontro urgente in Comune

Novanta famiglie hanno firmato per chiedere un intervento che risolva i problemi cronici delle palazzine nel quartiere Porta Milano
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Case Aler: "Chiediamo un incontro in comune"
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Cornicioni pericolanti, cantieri che sembrano permanenti e cantine piene di rifiuti. Sono alcuni dei problemi denunciati dagli inquilini delle case Aler di via Marchetti, nel quartiere Porta Milano, che attraverso l’associazione Diritti per tutti hanno raccolto una petizione firmata finora da 90 famiglie per chiedere un incontro urgente in Comune con gli assessori alla Casa, Alessandro cantoni, ai servizi sociali, Marco Fenaroli, e all’ambiente Camilla Bianchi.

Impalcature «permanenti»

Le palazzine del cosiddetto campo Fiera convivono da tempo con impalcature installate per proteggere gli ingressi da possibili cadute di calcinacci. Strutture che, secondo i residenti, sono presenti ormai da almeno due anni e che testimoniano problemi manutentivi mai del tutto risolti.
«Qui i problemi sono meno gravi rispetto ad altri complessi di edilizia popolare – spiega Umberto Gobbi, referente di Diritti per tutti – ma c’è una popolazione in gran parte anziana e con diverse persone invalide che merita di essere ascoltata». L’associazione sottolinea come molte delle criticità, a partire dalla sicurezza dei cornicioni e dalla presenza di aree di cantiere quasi permanenti, potrebbero essere risolte con interventi relativamente semplici. La petizione, con una firma per nucleo familiare, rappresenta secondo i promotori una parte consistente degli abitanti della zona.

Il sostegno del consiglio di quartiere

A sostenere le richieste degli inquilini è anche il consiglio di quartiere Porta Milano, al quale negli anni i residenti si sono rivolti più volte per segnalare i disagi. «Si tratta di case storiche del quartiere che presentano problemi da tempo – spiega il presidente Paolo Campi – e gli abitanti chiedono spesso il nostro aiuto». In alcuni casi il consiglio di quartiere ha già sollecitato il Comune, che a sua volta ha interpellato Aler ottenendo alcuni interventi, ad esempio per allagamenti nei sotterranei o problemi negli impianti.
Resta però aperta la questione della manutenzione ordinaria. «Capita che un ascensore resti guasto per mesi – aggiunge Campi – e in queste case vivono molte persone anziane o con disabilità che abitano ai piani alti». Nel complesso delle palazzine potrebbero vivere alcune centinaia di residenti, anche se il numero effettivo è difficile da stimare a causa dei diversi alloggi attualmente vuoti.
Per questo gli inquilini chiedono ora un confronto diretto con il Comune e con Aler. L’obiettivo è ottenere tempi certi per gli interventi e migliorare le condizioni di sicurezza e vivibilità delle abitazioni popolari del quartiere.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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