Carrello tricolore, 470 esercizi bresciani aderiscono al patto per calmierare i prezzi

Gli sconti saranno attivi dall’1 ottobre al 31 dicembre. L’elenco del Ministero
Spesa al supermercato - © www.giornaledibrescia.it
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Ci provò l’imperatore Diocleziano con l’editto sui prezzi massimi per contrastare l’inflazione del suo tempo. Era il 301 e la Brixia romana aveva già da un paio di secoli la sua piazza del Foro, il suo Capitolium e anche il teatro. Nel 1793 fu la Francia rivoluzionaria ad approvare la legge del maximum, che istituiva un calmiere sui prezzi dei beni di prima necessità, persino la Germania nazista impose il controllo dei prezzi durante la Seconda guerra mondiale.

I precedenti nella Storia si sprecano tra guerre, carestie e crisi. Nell’anno del carovita italiano a provarci è ora il Governo Meloni: prezzo fisso e «bollino tricolore» sui prodotti di largo consumo, alimentari e non (quelli del carrello della spesa), oltre a quelli per la prima infanzia. In una sola espressione, è il «carrello tricolore». Sarà solo una sperimentazione che durerà tre mesi e i prezzi non saranno calmierati ovunque.

Il progetto

Dal primo ottobre (al 31 dicembre, festività natalizie incluse) i consumatori troveranno infatti gli sconti - indicati dal logo con la bandiera italiana - nei supermercati e nei negozi che hanno aderito al piano voluto dal Ministero delle Imprese e del Madre in Italy. Ogni insegna, catena, negozio deciderà però quali e quanti prodotti inserire nel paniere calmierato e in quale modalità offrire il prezzo bloccato.

Ad aderire al trimestre a prezzi scontati saranno anche 470 punti vendita disseminati nel Bresciano. Ci sono piccoli esercenti, realtà della grande e media distribuzione, farmacie e parafarmacie. A promettere sconti e promozioni dedicate sono infatti le associazioni del commercio e della grande distribuzione Ancd-Conad, Ancc-Coop, Federdistribuzione, Confcommercio e Fiesa-Confesercenti, insieme a Federfarma. Solo in città le attività sono una settantina, ma l’intera provincia è coinvolta, comprese le frazioni: da Barbarano a Campione, da Castelletto di Leno a Soprazzocco di Gavardo. (Tutto l'elenco in costante aggiornamento a questo link)

Non meno importante è la scelta compiuta dai negozi nei borghi e nei comuni montani, come Incudine, Lavenone, Anfo e Ono San Pietro. 

Incognite

Al momento, invece, non esiste una lista predefinita di alimenti e prodotti per l’igiene personale inseriti nel paniere; gli sconti saranno certamente applicati a pasta, zucchero, latte, uova, riso, sale, farina, cereali, biscotti, pelati e olio. Beni ritenuti di prima necessità i cui prezzi calmierati ricordano atmosfere e immagini d’altri tempi. Frutta e verdura freschi, così come la carne, dovrebbero invece restare esclusi - e questa esclusione potrebbe generare non pochi malumori.

Il Patto al «sapor d’emergenza» è il segnale più bello che diamo - ha detto la premier Giorgia Meloni -, che questa Nazione è ancora in grado di tenersi per mano: il Patto è il frutto di un lungo lavoro che dimostra al governo che non siamo soli quando si tratta di affrontare i problemi della Nazione e dimostra al mondo produttivo che finalmente c’è una guida, che c’è umiltà e che il Governo chiede una mano per affrontare la spirale inflazionistica».

L’esperimento, se funzionerà, potrebbe però continuare: «Lavoreremo per prolungare questa iniziativa».

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