Capperi, una bellezza oltre i peli superflui

Suor Mauretta dell’asilo, la prima influencer
Suore in viaggio
Suore in viaggio
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Ho dovuto percorrere centinaia e centinaia di chilometri, attraversare una regione dopo l’altra incurante delle ore alla guida. Perché la fatica è nulla quando si punta il sogno. Finalmente l’arrivo in Puglia, precisamente in una amena masseria di campagna. Ed è lì tra le pietre, sotto il sole cocente, che le ho viste, ammetto che il primo incontro con le piante dei capperi mi ha commosso.

Ho più volte tentato di coltivarle, ma non amano il clima di Roncadelle, coglierò i frutti qui e poi li gusterò a casa durante le stagioni fredde e nebbiose. Il cappero ha un fascino atipico che ti colpisce il cuore. Ognuno è bello a modo suo del resto, non esiste un canone estetico obbligatorio, l’importante è piacersi con se stessi. Mi scuso per questa deriva di banalità ma sto per parlare di una influencer e qui mi sono predisposto mentalmente.

Nello spietato mondo dei social Joanna Kenny si è ricavata uno spazio condividendo foto nelle quali ostenta i suoi peli superflui, baffetti compresi. Mi scuso con voi per avere anche solo nominato i peli superflui, ma viviamo un tempo triste e dobbiamo affrontarlo a testa alta. La giovane estetista ovviamente ne fa una battaglia di civiltà, ovviamente non lo fa per guadagnare seguaci e soldi. Ovviamente. Figuriamoci se una ragazza coi peletti sul naso pensa al denaro. Non siate volgari.

All’asilo ci accudiva suor Mauretta, da noi chiamata suor Baffetta, era una santa donna che ha dedicato la sua vita al prossimo badando alla sostanza delle cose. Ed è anche grazie a lei se i suoi piccoli follower di allora hanno gli anticorpi per non prendere l’influencer.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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