Canini (Azione-Iv): «Basta maggioranze a caso e ora un patto con gli eletti»

Ingegnere, appassionato di politica, Riccardo Canini è dal 2019 sindaco di Dello. E da sindaco in questi anni ha dovuto affrontare diverse emergenze: la supercella, il Covid, l’emergenza idrica. «Bisogna rimanere in municipio, stare con la gente che ha difficoltà. E a livello locale, dove c’è il contatto con le persone, queste difficoltà si sentono ancora di più».
Perché decide di entrare in Azione e come arriva la candidatura al Senato?
Entro in Azione dopo la crisi del primo governo Conte, quando Carlo Calenda lascia il Pd e fonda il suo partito. Ho aderito subito perché la scelta era corretta, dal governo gialloverde si passava al giallorosso: non aveva senso, la gente patisce i cambi di casacca continui e le maggioranze fatte a caso. Credo si dovesse andare già lì al voto. La mia candidatura è stata inaspettata: ho accettato e la porto avanti con grande voglia di far bene.
Un collegio non facile per chi non è di centrodestra: come terzo polo c’è poi anche il confronto elettorale col centrosinistra...
La sfida è difficile, non c’è dubbio. Il terzo polo nasce oggi ma non finisce il 25 settembre, ci sarà tempo per lavorare. In questo ambiente ho trovato entusiasmo e finalmente giovani che si dedicano alla politica con voglia di fare. È quello che oggi serve, perché il cittadino ha perso fiducia nella politica, a maggior ragione a livello nazionale. Trovare giovani che stanno costruendo il futuro diventa importante. Abbiamo bisogno della loro freschezza, della loro dinamicità, della visione, e noi daremo loro esperienza e una guida. Camminiamo insieme per fare buone cose.
Il territorio del collegio è vasto, va dalla montagna alla Bassa, dalla città ai centri più piccoli. Le esigenze sono diverse ma possono esserci delle priorità comuni.
L’obiettivo di fondo è riportare il cittadino al centro, non smetterò di ripeterlo. Poi il tema della semplificazione, che riguarda tutti i comuni, enti, pubblica amministrazione in generale. Col Pnrr sono arrivate tante risorse, ma talmente tante che i comuni hanno difficoltà a metterle a terra. Patiamo il fatto che l’amministrazione pubblica è rimasta ferma per tanto tempo, patiamo il fatto che spesso non vengono incentivati i dipendenti, e non solo sotto l’aspetto economico: chi lavora in Comune eroga servizi, qualcosa che alla gente serve. La burocrazia ci sta letteralmente mangiando, senza semplificazione non andremo da nessuna parte. I Comuni oggi, oltre alla questione energetica, deve affrontare difficoltà enormi sotto il profilo sociale: violenza sui minori, sulle donne, affidamenti ai servizi sociali. Servizi che incidono molto sulla parte di spesa corrente del bilancio. E proprio le spese correnti mettono in difficoltà i municipi e penalizzano l’erogazione di servizi. Bisogna agire in Parlamento.
A chiunque verrà eletto, lei ha chiesto di sottoscrivere un patto con il territorio.
In questi anni da sindaco non ho ricevuto nessuna telefonata da un parlamentare. Vorrei che il vincitore si impegnasse a sentire almeno due volte all’anno i sindaci, che sono il primo punto di riferimento per i cittadini.
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