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Brescia e Hinterland

Cancellieri: «Verità su Piazza Loggia arriverà»

Redazione Web

Brescia e Hinterland
28 mag 2012, 16:50
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«Siamo costernati di essere a Brescia oggi senza verità»: così ha detto il ministro dell’Interno Anna Maria Cancellieri ricordando la strage di Piazza della Loggia avvenuta esattamente 38 anni fa.
«La verità - ha aggiunto - a un certo punto sembrava arrivare. Il messaggio che deve passare è che non abbiamo nessuna intenzione di arrenderci. La verità arriverà. È un dovere e non possiamo trascurare nessun impegno per arrivare alla soluzione». Sulla possibilità di aprire gli archivi, il ministro ha sottolineato che «il vero dovere è la verità e il comportamento sarà coerente con quello annunciato».

Facendo riferimento al momento attuale del nostro Paese, il ministro Cancellieri ha detto: «Siamo in un momento sicuramente complesso, ma non possiamo paragonarlo agli anni della tensione; ritengo che queste stragi facciano parte della storia del nostro Paese - ha sottolineato - siamo in un momento sicuramente complesso ma non possiamo paragonarle agli anni della tensione».

Il ministro Cancellieri ha poi incontrato gli studenti che hanno affollato l’auditorium San Barnaba. «Cari ragazzi - ha detto - siamo qui per parlare con voi, che non c’eravate. Non potete capire questo Paese se non capite quegli anni. Quelli dal Dopoguerra a oggi sono stati pieni di sangue. Le storie di stragi si incrociano e si sovrappongono. Il fatto che possiamo manifestare le nostre idee lo dobbiamo a questi morti. Se il Paese è libero lo dobbiamo a loro».

Da registrare infine che ci sono stati alcuni momenti di tensione fra gli studenti dei collettivi e le forze dell’ordine nella prima matinata nei pressi di piazza Loggia, proprio mentre il ministro Cancellieri prendeva la parola.
Alcuni manifestanti hanno raccontato di «essere stati manganellati a freddo» dalle forze dell’ordine in corso Matteotti in modo da rallentare il loro ingresso in piazza della Loggia, che poi è avvenuto attraverso largo Formentone. «Dopo che ci siamo presi piazza della Loggia - ha detto uno dei manifestanti col megafono - ricompattiamoci e rendiamo omaggio ai nostri morti, nostri e non del ministro dell’Interno».

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