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Brescia e Hinterland

L'ANNIVERSARIO

Brescia abbraccia New York: città colpite al cuore dal terrorismo


Brescia e Hinterland
11 set 2019, 19:11

Sono passati 18 anni da quando, alle 14.46, a New York le torri gemelle sono state attaccate e da 17 anni Brescia celebra quella ricorrenza che la accomuna in una ferita che, pur in contesti e dimensioni diverse, ha lacerato le due città. Lo ha fatto anche quest’anno nel parco che Brescia ha dedicato proprio alle Twin Tower. Doveroso il ricordo delle vittime, certo, ma fondamentale anche quello di chi in quelle ore e giorni si è messo a disposizione della città, in troppi casi fino all’estremo sacrificio. Un sacrificio che Emilio Del Bono ha voluto definire non solo dettato da senso del dovere, piuttosto come gesto di fratellanza.

«L’11 settembre per me significa moltissimo perché sono nata e cresciuta a New York - riferisce Kim M. Natoli, console statunitense intervenuto a Brescia -. Ho lavorato nelle torri, mio padre lì aveva un ufficio, la fidanzata di mio cugino è morta nelle torri. Per me rimangono, lì, anche adesso, 18 anni dopo, quando vedo ad esempio i film nei quali le torri ci sono ancora, mi si stringe il cuore. A tal punto che ancora oggi non sono riuscita ad andare a Ground Zero, per me è troppo dura».

TWIN TOWERS: 18 ANNI DOPO

Riflette, la console, sulla diversità di senso e significato che quel cratere nel centro di New York hanno per chi le torri le ha viste nascere e per chi, invece, le ha conosciute solo dopo. Per questo è fondamentale coltivare la memoria nelle giovani generazioni.

«Certo, penso che il memoriale, di cui ho visto solo delle foto, sia bellissimo, una testimonianza importante, la memoria è fondamentale, ma credo che anche il contesto lo sia, andare laggiù, vedere questo magnifico, nuovo monumento e non sapere esattamente che cosa ci fosse prima o cosa significhi. Quando le Torri furono costruite ci avevano detto che non sarebbero mai crollate, anche se un aereo le avesse colpite».

E, invece, le torri sono crollate concretamente e metaforicamente l’11 settembre ci ricorda tutta la nostra fragilità.

QUEL CRATERE NEL CUORE

«Essere stati toccati ha dato agli americani il senso di che cosa significhi avere il mondo che piomba loro addosso - continua Natoli -. E’ stato davvero un impatto fortissimo e non solo per i newyorchesi. Alla fine credo che abbia fatto realizzare che anche noi, che ci sentiamo dei supereroi, possiamo essere fragili».

Brescia e New York sono accomunate dall’essere state colpite nel cuore della città. «Sono d’accordo e credo che questo sentimento non abbia nulla a che vedere con la dimensione di quel che è successo anche a Brescia. Quando sei toccato dal demonio, dal terrorismo come è successo a entrambe le città, con i luoghi che cambiano, ti fa realizzare cosa è accaduto».

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