Bisognosi in fila al Carmine: ora «Cibo per tutti» chiede aiuto
Famiglie con bambini, persone singole, giovani e anziani, italiani e stranieri. È sabato mattina. Decine di uomini e donne sono in fila ordinata sul marciapiede di via delle Grazie, in attesa di entrare al civico 11. A fine giornata saranno 700. Quasi un terzo di quell’esercito di famiglie che da un anno a questa parte bussa alla porta di «Cibo per tutti Carmine», trovando sempre un pacco di alimenti, una parola di sostegno, abiti usati, ma anche mobili e giocattoli. Da un anno tutti i sabati è così, in un crescendo continuo.
Le povertà vecchie e nuove si sono sommate, la crisi economica e la pandemia hanno cancellato redditi, posti di lavoro, sicurezza sociale. Si pensava che con il calare del virus e la ripresa la situazione potesse migliorare, ma non è stato così. Non ancora, almeno. Nel registro di «Cibo per tutti», l’associazione di volontari ospitati da Parrocchia e Comune in via della Grazie 11, le famiglie aumentano. Erano 1.843 ad inizio ottobre per un totale di 5.726 persone fra le quali 1.708 minori, adesso sono 1.971 nuclei, 6.102 individui, 1.730 bambini.
Dal primo gennaio ad oggi sono stati distribuiti oltre 20mila pacchi alimentari confezionati secondo il numero dei componenti. Un valore di 280mila euro virtuali, perché frutto di donazioni in cibo e denaro provenienti da cittadini, enti, aziende, negozi, imprese. «Adesso, però, le nostre casse sono vuote: ci serve aiuto», spiegano William Gargiulo (presidente dell’associazione Parco di Piero) e Anna Berna, due dei promotori. L’inverno è alle porte, con le bollette del riscaldamento che metteranno ancora più in difficoltà chi versa già nel bisogno. Basta una spesa imprevista e il bilancio familiare salta. «Il caro vita è sotto gli occhi di tutti, per molti il prossimo inverno sarà dura. Lanciamo un appello: chi può ci dia una mano», proseguono.
L’offerta non amplifica la domanda, dicono i responsabili. «Certo, qualche furbo che ne approfitta ci sarà, ma nella stragrande maggioranza dei casi le persone si alternano, vengono solo quando hanno bisogno. Sanno che porterebbero via qualcosa agli altri». La gente arriva «da noi attraverso la conoscenza diretta o il passaparola», afferma Gargiulo. Il cibo viene distribuito in città, ma anche in provincia. «Alle persone che non possono muoversi facciamo la consegna a domicilio», dice uno dei volontari.
In settembre un’azienda di Remedello ha donato un furgone per il trasporto. Nessuno percepisce un euro; tutti si impegnano gratis. «Cibo per tutti Carmine» da tempo ha allargato il raggio d’azione. Non più solo alimenti, ma anche vestiti, mobili, giocattoli, utensili per la casa, libri. Il sabato, nel cortile di via delle Grazie, i volontari allestiscono il «banco dei bisogni» dove raccolgono le richieste extra. Il mercoledì pomeriggio, poi, viene distribuito il materiale recuperato. «Stiamo già pensando a Santa Lucia», annuncia Gargiulo. Anche l’anno scorso per centinaia di bambini la notte fra il 12 e il 13 dicembre S. Lucia assunse le sembianze di un donatore anonimo.
Per aiutare l’associazione: Iban IT03D0501811200000016979080 C/C «Parco di Piero»; Paypal: https:www.paypal.com/paypalme/ParcodiPiero. Per donare alimenti oppure per offrire il proprio tempo come volontario si può invece inviare una mail a cibopertutti.carmine@gmail.com.
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