Brescia e Hinterland

Bergamo-Brescia 2023, se la città-fabbrica si fa capitale della cultura

Nell'ex magazzino Spazio Fitro Not A i sindaci di Bergamo, Gori, e della Leonessa, Del Bono: «Il lavoro come fucina di civiltà e bellezza»
Giovanna Capretti

Giovanna Capretti

Vicecaposervizio

L'incontro con i sindaci Gori e Del Bono allo spazio Filtro Not A
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L'incontro con i sindaci Gori e Del Bono allo spazio Filtro Not A

Sapere da dove veniamo per guardare al futuro ed essere consapevoli di dove andiamo. E l'ex magazzino Ferro Bulloni, ora spazio Filtro Not A in piazzale Repubblica è il simbolo di quella città-fabbrica con cui Brescia, più di Bergamo, si è sempre identificata. E sotto le vecchie scaffalature e il carro ponte si sono confrontati oggi Emilio Del Bono e Giorgio Gori, sindaci delle città che saranno capitale della Cultura

«La bellezza viene dal lavoro. Che ha creato ricchezza e le grandi commissioni di opere d'arte e architetture - ha detto Gori -, è ora di aumentare e allargare il consumo di questa cultura e bellezza. Di fertilizzare un terreno che porterà più creatività e imprenditorialità». 

«Brescia sta maturando la sua identità di enciclopedia urbana - così Del Bono -, la cultura è cammino di civiltà, il nostro artigianato è cultura della materia. Questa consapevolezza sarà il bene immateriale che resterà anche dopo il 2023».

Il percorso è una «ricerca di apertura, che le nostre città stanno imparando - ha aggiunto Gori - grazie alla presenza dell'università, dell'aeroporto...» e «l'Alta velocità», ha specificato Del Bono. Una gara a chi ha di piú? Meglio, una città che «nell'unione dei due capoluoghi può avere tutto».

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