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Brescia e Hinterland

Auto-barriera «per evitare la 13ª spaccata»: è multa


Brescia e Hinterland
16 apr 2015, 17:18
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La multa è ineccepibile. Ma, per certi versi, è comprensibile pure l’esasperazione del gestore del Black Out, bar di corso Bazoli, a Sanpolino.
 
Locale che è stato visitato dai ladri ben dodici volte. L’esasperazione che porta Claudio Boldini a escogitare strategie rudimentali (e non regolari) è dettata dalla difficoltà a difendere il suo esercizio.
 
I malviventi, nel corso degli anni, hanno portato via macchinette cambiamonete, Gratta&Vinci e sigarette, nonché sfoderato un notevole repertorio di metodi d’ingresso, tra i quali la spaccata con auto-ariete.
 
Di qui la decisione del proprietario: Boldini ha fatto installare dei dissuasori a «u» (quelli che bloccano il passaggio delle vetture) sul retro. E fin qui tutto bene. Il problema è l’ingresso principale. Che si trova sotto un portico, davanti al quale corre un marciapiede. Lì piazzare i dissuasori diventa tecnicamente più complicato, ma non impossibile.
 
«Ho speso tanti soldi per rinforzare le serrande - racconta Boldini -, ma se i ladri decidono di utilizzare un suv le protezioni si rompono come carta». L’uomo ha scelto una strategia «da trincea»: parcheggiare la sua vecchia Passat di fronte all’ingresso nelle ore di chiusura (dall’una alle 7). 
 
Puntuali, gli sono già arrivate due multe. «Una di lunedì pomeriggio, che non contesto - afferma Boldini -. È il giorno di chiusura del bar e me l’ero banalmente dimenticata. Capisco dia fastidio in pieno giorno. Nulla da dire».
 
La seconda gli è stata comminata la scorsa notte. Quando, nella logica del gestore del Black Out, «non può dare fastidio ed è l’unico baluardo a difesa del mio esercizio, affinché i ladri non facciano tredici. E invece devo pagare altri 59.90 euro per divieto di sosta. Io non so più come difendermi».  
 
Pronta la risposta dell’assessore alla Sicurezza del Comune di Brescia Valter Muchetti, che a su tempo si era attivato affinché venissero ancorati i dissuasori ad arco sul retro.
 
«In seguito a uno dei furti al Black Out avevo effettuato un sopralluogo con il Comandante della Polizia locale - racconta Muchetti -, e in 24 ore il Comune concesse l’autorizzazione all’installazione degli archetti metallici su suolo pubblico. L’area davanti al locale è parzialmente proprietà del condominio e parzialmente terreno pubblico. Nel caso in cui il gestore desiderasse mettere gli archi su suolo pubblico, siamo pronti a vagliare la proposta, anche luce della criticità della situazione nel suo complesso. Servono però un disegno e un progetto. La Polizia - chiosa l’assessore - sta monitorando il quartiere anche per evitare che quel locale possa subire l’ennesimo furto. La Locale, la scorsa notte, si trovava là proprio per questa ragione, e ha notato la vettura parcheggiata sotto al porticato».
 
E una cosa è certa. La Passat, o qualsiasi altra auto, là sotto non ci può stare
 
Daniele Ardenghi

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