L’assalto last minute c’è stato, ma a Ferragosto non ci sarà il tutto esaurito. Sui laghi bresciani, in montagna e pure in città i turisti non mancano, ma siamo lontani dal record del 2022. La colpa? Innanzitutto del caro vita, che ha incrementato i prezzi delle destinazioni e ha messo in difficoltà soprattutto le famiglie. Ma poi mancano i turisti tedeschi, come ripetono all’unisono i presidenti delle associazioni di categoria.
La situazione, naturalmente, non è uguale dappertutto. Sui laghi le cose vanno meglio, anche se non c’è l’auspicato «sold out». «È un Ferragosto che ci riporta al passato - commenta Alessandro Fantini, leader di Federalberghi -. Per quanto riguarda i prezzi tengo a sottolineare che gli hotel non sono la causa dell’inflazione, ma la subiscono. Gli alberghi sono come grandi case e sfido chiunque a dire che il carrello della spesa non sia aumentato del 20-30%. I nostri aumenti, invece, stanno al di sotto dell’inflazione». «Non possiamo fare un paragone con il 2022 perché era stato un anno eccezionale - rimarca Giuseppe Caccamo, numero uno di Assohotel - ma siamo comunque ai livelli di presenze del 2019, se non meglio».



