Risponde al telefono mentre torna dal cantiere di una grande infrastruttura dove sta lavorando da tempo. «Come va? Caldo e fatica. È davvero dura in questi giorni». Carlo, nome di fantasia ma duro lavoro assolutamente vero, è un operaio stradale di 40 anni. «Ho saputo della morte di un mio collega a Lonato del Garda nel cantiere Tav. Poveraccio. Se io potessi - si sfoga - lavorerei solo in inverno».
Come sono queste giornate di gran caldo?
«Tremende. Inizio alle sei del mattino e finisco alle 18. Un’ora di pausa dalle 12 alle 13 e si ricomincia. La sera poi sono da buttare via. Uno straccio. Non muovo più le braccia, mal di testa e di occhi. Oltre al fatto che sono cotto dal sole che brucia».




