Brescia e Hinterland

Accusato dalla ex di violenza sui figli: padre assolto dopo quattro anni

L'incubo era iniziato nel 2019 con il caso finito sul tavolo di quattro pm: «Ora voglio solo stare con i bambini»
Andrea Cittadini

Andrea Cittadini

Vicecaporedattore

Il caso si è chiuso ieri, con l'assoluzione del padre - Foto © www.giornaledibrescia.it
Il caso si è chiuso ieri, con l'assoluzione del padre - Foto © www.giornaledibrescia.it

Il difficile arriva adesso. «Dopo quattro anni in cui non ho praticamente più condiviso nulla con i miei figli e non per colpa mia, ora devo ricostruire un rapporto con loro». A parlare è un padre di 53 anni uscito da un incubo iniziato il giorno di Natale del 2019. Quando la ex moglie, nella fase pre divorzio, denuncia lui e la nuova compagna per violenza sessuale sui due figli che all’epoca hanno 10 e 4 anni. L’uomo viene travolto dallo tsunami della giustizia. Da una parte la Procura porta avanti l’indagine e i carabinieri lo invitano a non presentarsi a casa dei bambini, dall’altra il tribunale dei minori e i servizi sociali che intervengono per gestire gli incontri protetti tra padre e figli. La ex moglie chiede la decadenza della responsabilità genitoriale. Poi ci si mette anche il Covid che spacca ulteriormente la famiglia.

I bambini vengono sentiti in incidente probatorio e alla domanda del gip: «Ma tu vuoi stare con tuo papà?» il più piccolo risponde: «Lo vorrei vedere tanto, ma mamma non vuole». Agli atti finiscono due verbali di pronto soccorso, dove la madre aveva portato i figli: «Il minore appare asintomatico e non sono state riscontrate lesioni cutanee». Per i medici non c’è stata alcuna violenza. Ma la battaglia continua. Il padre si dichiara innocente, racconta di un rapporto di coppia con la ex moglie molto conflittuale e che lei gli impedisce di frequentare liberamente i figli. L’interrogatorio non gli evita il rinvio a giudizio e il processo con l’accusa più infamante per un genitore.

Il dibattimento è in corso quando a novembre 2022 il tribunale dei minori mette un punto. Prescrive alla ex moglie del 53enne: «Di non ostacolare l’esercizio del progetto di tutela e l’organizzazione degli incontri padre-minori, ovvero di sostenerli evitando di coinvolgere i figli nella disputa tra genitori e garantendo così il loro diritto di accesso anche alla figura paterna». Ma c’è ancora il processo penale da affrontare. A maggio scorso il pubblico ministero chiede per l’uomo l’assoluzione e ieri, dopo quattro anni da incubo, e altrettanti sostituti procuratori che si sono passati il caso, il tribunale lo ha assolto con formula piena. Perché il fatto non sussiste. «Provo felicità, rabbia e sdegno. Non è giusto che succedano vicende così» è il primo commento. «La guerra nell’ambito della separazione poteva essere fatta direttamente a me e senza mettere in mezzo i bambini che hanno sofferto e soffrono ancora. Ho vissuto - conclude - l’incubo peggiore per un genitore».  

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