E così la Fda-Food and Drug Administration, l’authority Usa che si occupa di regolamentare i prodotti alimentari e farmaceutici, ha concesso a Neuralink l’autorizzazione a effettuare i test per impiantare i suoi chip nel cervello umano.
Sicuramente si tratta dell’ennesimo annuncio a effetto di Elon Musk per migliorare le sue performance in Borsa e, al tempo stesso, della conferma di come la frontiera attuale sia la convergenza fra scienze della vita e tecnologie digitali. L’annuncio mostra anche chiaramente l’ambiguità della tecnologia in questione, che potrebbe risultare salvifica per tutta una gamma di problematiche e deficit (e, dunque, un’acquisizione straordinaria), ma che può anche indurre qualcuno a pensare di servirsene per «potenziarsi» – e qui entriamo in un terreno che sta tra la distopia e l’esaltata ideologia del transumano e del postumano.



