Paolo VI definiva i preti «atleti dello spirito», e per affrontare la vita sacerdotale esortava a «mettere le anime in assetto di ginnastica spirituale, di alacrità, di agilità». Scegliere di farsi prete non è mai stata una scelta facile, ma lo è ancor meno di questi tempi. La fotografica del clero bresciano può apparire impietosa: i preti sono sempre meno, sempre più vecchi e per di più messi all’angolo da un mondo sempre più secolarizzato. Ma i parametri della Chiesa non sono certo quelli di una società per azioni, ed ecco allora che anche la nostra Diocesi nel suo complesso non ci pensa neppure ad arrendersi, anzi. Perché se la realtà richiede sempre più impegno (la pandemia lo ha dimostrato drammaticamente), i sacerdoti bresciani non ci pensano neppure a battere in ritirata.
Le Unità pastorali sono uno degli esempi della capacità di adattarsi ai tempi.




