Prima di lui non ci aveva mai provato nessuno. Cristian Biemmi ce l’ha fatta. È partito da Brescia e in sei mesi ha raggiunto la punta estrema dell’Africa, Capo di Buona Speranza, dopo aver percorso più di 50mila chilometri e attraversato 38 Paesi. Ma a rendere il suo viaggio eccezionale è il fatto che il 46enne originario di San Polo ha fatto tutto da solo vivendo «on the road» a bordo del suo Uaz «bukhanka», un furgoncino russo degli anni ’60 a forma di pagnotta (da qui il nome). E che Biemmi ha trasformato appositamente una casa 4x4 con tanto di divano letto, cucinino attrezzato, armadi e doccia. «Le difficoltà sono state tante ma hanno reso il mio viaggio indimenticabile», dice Cristian.
Caldo, polvere, stupore
Indimenticabile come i paesaggi che aveva visto soltanto nelle guide turistiche o nei documentari prima di attraversarli personalmente: il deserto della Mauritania, le foreste pluviali del Camerun, la Nigeria con le sue montagne e il Mozambico che vanta spiagge tra le più belle al mondo. Bellezze naturali che lo hanno ripagato della calma e del sangue freddo che ha saputo mantenere davanti agli imprevisti: «Decidevo l’itinerario giorno con giorno in base alle condizioni meteo e ai permessi di ingresso che riuscivo a ottenere dalle ambasciate - precisa il bresciano. - Ho speso 6mila euro di benzina e altri 2mila per i lasciapassare. Ma è stato il 90% di quello che ho speso in tutto il viaggio».



