Dai Musei civici di Reggio Emilia sono scomparsi alcuni dei reperti archeologici provenienti dalla famosa necropoli dell’Età del Rame di Remedello Sotto. «È stata sporta denuncia-querela per furto aggravato verso ignoti da parte della dirigente dei Servizi culturali e direttrice dei Musei Civici Valentina Galloni», conferma il Comune di Reggio.
I controlli svolti hanno accertato la sparizione di «quattro pugnali in selce, un pugnaletto con codolo distinto in selce, una cuspide di freccia in selce, un’ascia in rame tipo “Similaun” e un’ascia in pietra verde cupo». Si tratta, appunto, di alcuni fra gli oggetti rinvenuti a Remedello Sotto alla fine dell’Ottocento, che assieme alle tombe e agli scheletri hanno reso noto a livello internazionale il paese bassaiolo. La maggior parte di questi reperti si trovano infatti conservati a Reggio Emilia, luogo di provenienza di Gaetano Chierici, colui che si occupò degli scavi remedellesi e di tutelare e studiare quei reperti, riconoscendone l’importanza.



