Bassa

Ragazzo picchiato fuori da una discoteca a Manerbio

Tensioni nel locale il «Cilindro»: l'episodio risale allo scorso fine settimana, indagano i carabinieri
Un frame del video dove è ripreso il pestaggio - © www.giornaledibrescia.it
Un frame del video dove è ripreso il pestaggio - © www.giornaledibrescia.it
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Una scena di violenza inaudita si è consumata nel parcheggio di una nota discoteca di Manerbio, il «Cilindro», e il pestaggio è diventato virale. A rendere noto l’accaduto, che risale allo scorso fine settimana, è stato infatti un video pubblicato sui social. Immagini che mostrano alcuni uomini della sicurezza picchiare brutalmente un ragazzo tra le grida di alcuni coetanei.

L’episodio è ora oggetto di indagini da parte dei Carabinieri della Compagnia di Verolanuova. Stando alle testimonianze di alcuni clienti della discoteca, il ragazzo aveva già creato diversi problemi all’interno del locale e per questo era stato allontanato dal personale della sicurezza.

Una volta fuori però, proprio nel parcheggio, uno dei buttafuori ha iniziato a dargli dei pugni e poi, al tentativo del ragazzo di scappare, anche i colleghi lo hanno circondato e hanno iniziato a pestarlo con pugni e calci, tanto che a un certo punto qualche cliente che si trovava all’esterno della discoteca, e ha assistito alla scena, ha iniziato a gridare per fermare il pestaggio urlando «lo stanno ammazzando».

E proprio su queste parole è terminata la ripresa. Adesso toccherà alle autorità competenti chiarire i fatti e stabilire cosa sia avvenuto esattamente. Alcuni dei presenti dicono di aver hanno visto il ragazzo impugnare un'arma bianca, un tirapugni.

Dal canto loro, i titolari del noto locale manerbiese hanno preso le distanze dall’episodio di violenza avvenuto fuori dal locale, ma attendono la chiusura delle indagini che definirà al meglio la situazione. «I fatti - sottolineano i titolari del Cilindro - si sono verificati all’esterno della discoteca, sappiamo che le forze dell’ordine sono al lavoro sull’accaduto».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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