Bassa

Proiettili e insulti alla San Cristoforo di Remedello, il presidente: «Siamo nel mirino»

Filippini non ha dubbi: «Le offese e le minacce sono rivolte proprio ai nostri volontari»
La sede dell'associazione san Cristoforo a Remedello © www.giornaledibrescia.it
La sede dell'associazione san Cristoforo a Remedello © www.giornaledibrescia.it

«Questa volta, a differenza della scorsa, non abbiamo dubbi che i proiettili e la lettera piena di invettive siano indirizzati proprio a noi della San Cristoforo»: a parlare è il presidente Giorgio Baroni, che da qualche mese ha preso il posto di Giovanni Filippini alla guida dell’associazione di volontariato impegnata nel trasporto di persone in stato di bisogno e non automunite a visite sanitarie e a presidi socio-assistenziali.

Il commento di Baroni arriva dopo che nella cassetta della posta in uso alla San Cristoforo di piazza Castello (l’edificio che ospita anche gli studi dei medici di base), ignoti hanno recapitato due proiettili e una missiva contenente invettive.

Precedenti

L’aspetto, che rende la vicenda ancor più surreale è che non si tratta della prima volta: nel febbraio 2022, in quella stessa cassetta delle lettere, erano stati imbucati da una mano sconosciuta, due proiettili chiusi in un piccolo involucro; sul pacchetto erano scritte parole simili a «Questo è tuo...».

«Ai tempi, tra le righe, non c’erano riferimenti certi alla nostra associazione, mentre nella lettera che abbiamo trovato questa volta sembra proprio di sì - aggiunge Baroni-. Le offese, parolacce comprese, sembrano proprio rivolte ai volontari della San Cristoforo, in particolare al sottoscritto (che però nel 2022 non era ancora il presidente, ndr) e al segretario, anche se non veniamo citati in maniera esplicita. Questa, almeno, è la nostra interpretazione. Certamente la lettera è scritta in modo confusionario e scoordinato. Sembra accusarci di essere dei "raccomandati", oltre che contenere offese in termini di parolacce».

Non è tutto: tra le frasi sconnesse del mittente si sottolinea, almeno così sembra, «che l’associazione è italiana e non islamica, quasi a voler contestare il fatto che la San Cristoforo fornisce il proprio aiuto e supporto a tutti, al di là delle varie origini delle persone».

Per fare luce sulla vicenda, sono in corso le indagini dei Carabinieri di Isorella che si spera possano identificare il responsabile del gesto dell’altro giorno e anche chiarire se sia la stessa persona che ha agito nel febbraio 2022. Certo è che l’episodio, comprensibilmente, ha lasciato sbigottiti i volontari e il piccolo paese. E sollevato domande su cosa possa aver fatto emergere tanta rabbia.

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