Per due giorni, una reliquia di san Karol Wojtyla a Seniga

Quello tra Karol Wojtyla, futuro papa Giovani Paolo II, e Seniga è un rapporto di antica data. Che oggi e domani si rinnova. Le reliquie del santo pontefice, insieme a quelle di un’altra santa, suor Faustina Kowalska, saranno esposte nel santuario della Madonna di Comella a Seniga. Per onorare i due santi polacchi il rettore del santuario di Comella, don Alessandro Lovati, ha organizzato una serie di celebrazioni. Le reliquie saranno esposte per l’adorazione dei fedeli dalle 8 alle 19. Saranno inoltre celebrate tre funzioni, al termine delle quali sarà impartita la solenne benedizione: oggi alle 16 e domani alle 9.30 e alle 16. Inoltre, oggi a mezzogiorno «atterrerà» davanti al santuario mariano anche la statua della Madonnina dell’aviatore, trasportata in elicottero dai Templari cattolici d’Italia, che in questi due giorni custodiranno le reliquie di san Giovanni Paolo II e di san Faustina Kowalska.
«Il grande pontefice e la religiosa polacca - appartenente alla congregazione delle Suore della Beata Vergine Maria della Misericordia, propagatrice della devozione a Gesù misericordioso, canonizzata proprio da Wojtyla - sono due punti di riferimento, figure esemplari da cui possiamo imparare», spiega don Lovati. «Giovani Paolo II è certamente il simbolo della sofferenza vissuta come filiale obbedienza alla volontà di Dio - prosegue il sacerdote -. Ogni giorno molte persone toccate dal dolore bussano alle porte del santuario della Comella per trovare consolazione e speranza. Da suor Faustina, invece, possiamo trarre l’insegnamento di devozione popolare».
Wojtyla da giovane soggiornò nella Bassa, tutto accadde per il tramite di don Francesco Vergine, originario di Seniga, il quale, durante il suo soggiorno romano per motivi di studio, ebbe la fortuna di conoscere un altro studente, appunto don Karol Wojtyla. Il giovane polacco trascorse alcuni giorni di vacanza proprio nel comune bassaiolo, nell’abitazione dell’allora parroco nell’estate del 1947, ospite presso la famiglia Vergine. Don Karol pronunciò anche alcune omelie, facendosi fin da subito apprezzare per la sua straordinaria capacità di trasmettere la fede.
Insieme al giovane chierico Luigi Corrini, don Karol e don Vergine visitarono il Duomo di Cremona, il Seminario di Brescia, trascorsero sull’Oglio momenti di svago in canoa, uno degli sport prediletti del futuro Pontefice. Per ricordare l’evento nel 2007 l’Associazione Amici della Bassa e del Parco dell’Oglio della Fondazione Civiltà bresciana ha voluto ricordare questo momento apponendo un’apposita targa presso l’abitazione di don Francesco Vergine.
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