Bassa

Nella nicchia nascosta trovano un arsenale: armi donate ai musei

È accaduto al presidente della Provincia, Samuele Alghisi: pistole, fucili, baionette e sciabole rinvenute in un'antica casa a Cadignano
Parte delle armi trovate nei lavori edili a Cadignano di Verolanuova e donate ai Civici Musei - Foto © www.giornaledibrescia.it
Parte delle armi trovate nei lavori edili a Cadignano di Verolanuova e donate ai Civici Musei - Foto © www.giornaledibrescia.it
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Che quel tratto di parete nell’antica casa di famiglia di Cadignano suonasse vuoto da sempre non era un mistero. Così, quando nel corso di una serie di recenti interventi di ristrutturazione, Samuele Alghisi, sindaco di Manerbio e presidente della Provincia di Brescia, si è deciso a dare corso al vecchio progetto di ospitare nella nicchia una caldaia e gli impianti connessi, mai si sarebbe aspettato un simile ritrovamento.

Il nostro, smessi gli abiti istituzionali, si è così dedicato alla ristrutturazione, una passione e una spiccata manualità che stride con la sua immagine professionale di noto dirigente d’azienda e di politico. Ma in realtà sono in molti a conoscere la sua abilità nella lavorazione del legno, con cui negli anni, per hobby, ha prodotto nel suo laboratorio specializzato mobili davvero pregevoli.

Una parte delle armi corte trovate - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una parte delle armi corte trovate - Foto © www.giornaledibrescia.it

Quando dunque la punta dello scalpello nella vecchia casa di Verolanuova ha penetrato la sottile cartella di malta e pietre e ha incontrato il vuoto, ha poi avuto la meglio su quella cartella murata, posata molti decenni fa. Alla luce della torcia elettrica, al pari di precedenti di importanti archeologi, sono quindi apparse canne di fucile e calci in legno stagionato, nonché lame di baionette e fornimenti di spada. In basso, diverse pistole ad avancarica parevano accumulate, come vicino al tesoro di un pirata.

Chiaramente si trattava di una collezione di pistole e fucili ottocenteschi, un vero e proprio arsenale, che qualcuno, molti anni fa, ha murato per non farselo portar via durante la guerra, oppure semplicemente per farle sparire all’indomani della promulgazione della legge 110 del 1975 che nell’ammettere una prima sanatoria per chi non ne aveva denunciato la detenzione, aveva poi inasprito le sanzioni sull’onda dell’allarme terrorismo.

Una sala della collezione Marzoli in Castello - Foto © www.giornaledibrescia.it
Una sala della collezione Marzoli in Castello - Foto © www.giornaledibrescia.it

Quindi qualche mano sconosciuta ha nascosto quelle vecchie armi, celandole dietro malta, pietre e mattoni. «Intento peraltro riuscito fino a quando non abbiamo deciso la ristrutturazione della casa della frazione e che ci ha posto davanti a questa sorpresa» ha raccontato Alghisi. A quel punto sono stati chiamati i carabinieri di Verolanuova, che hanno provveduto a recuperarle e a metterle in sicurezza. «A quel punto ho chiesto al Comune di Brescia di poter effettuare una donazione al Civico Museo delle armi Marzoli. L’amministrazione mi ha confermato l’accettazione del dono e la presa in carico di tutte le armi. Avventura quindi conclusa e che dire: con reciproca soddisfazione» ha detto Samuele Alghisi.

Tra i fucili donati ci sono delle carabine Springfield, dei moschetti Mauser, un fucile a pompa Winchester 1883, diversi moschetti ad avancarica, pistole Clement, una Franzini di fine settecento e un paio di belle Del Hafen da ufficiale, nonché spade e baionette. Tutto destinato da ora al museo del Castello.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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