«Nella biblioteca del Vaticano mi prendo cura di antichi scritti»

Da Quinzano fino alla Biblioteca apostolica vaticana passando anche per l’archivio segreto dei Papi. Simone Olini ha 28 anni e un curriculum da far invidia anche ai più esperti restauratori. Sì perché il giovane quinzanese, dopo una laurea in Lettere e un diploma di restauro in libri antichi, è stato assunto dalla Santa Sede.
«Per me è un grande privilegio - racconta il giovane che ora vive a Roma -. I primi passi qui li ho mossi nell’archivio segreto del Vaticano, un luogo in cui, da secoli, vengono raccolti tutti gli atti giuridici dei Papi. Ricordo ancora che quando feci il tirocinio mi trovai a lavorare sulle pagine dedicate a un processo di canonizzazione di un aristocratico spagnolo. Un periodo indimenticabile che mi ha consentito di conoscere insegnanti di restauro eccellenti, ma anche dei maestri di vita».
Fu quella esperienza a rafforzare maggiormente la passione che Simone nutriva per l’arte della conservazione e del recupero di manoscritti antichi. Lo stage a Roma durò solamente due mesi poi Simone dovette fare ritorno a Brescia e, prima di trovare lavoro da una restauratrice privata, fu inviato a far pratica nell’archivio parrocchiale di Verolanuova e poi in quello nazionale di Praga.
Però nel 2019 arrivò la «chiamata della vita»: «Ricordo il giorno che venni contattato dalla Biblioteca vaticana, quasi non ci credevo. Era gennaio e mi chiesero se avessi voluto sostituire una ragazza in maternità». Il giovane non ci pensò due volte, lasciò tutto e partì. «Sono stato fortunato perché un restauratore andò in pensione e la Santa Sede decise di assumere me al suo posto - spiega -. Siamo in otto, i miei colleghi vengono da tutta Europa. Ci occupiamo del restauro dei manoscritti. Mi sono capitati fra le mani vari rotoli di pergamena antichissimi e alcuni manoscritti della Divina Commedia. Uno dei problemi più grossi che ci troviamo a fronteggiare riguarda l’inchiostro metallo-gallico che si preparava col vetriolo e altre sostanze: corrode la carta perché è acido».
L’unico rammarico di Simone? Quello di non aver avuto ancora l’occasione di essere nella stessa stanza con il Santo Padre. «Il Papa - racconta Simone - venne nella biblioteca pochi giorni prima della mia assunzione».
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