Muore in moto a 22 anni, Leno piange un altro giovane vittima di incidente
È un incubo che ritorna. E che esattamente un anno dopo piomba su un paese che ancora una volta piange uno dei suoi giovani figli. Cristian Capoccia, 22 anni, in sella alla sua moto venerdì notte, come Irene, 17 anni, all’alba del 4 settembre dell’anno scorso seduta sul sedile dell’auto guidata dal fidanzato. Una nuova tragedia stradale si è abbattuta sulla comunità di Leno, come dodici mesi fa risvegliatasi con una drammatica notizia, che ha lasciato tutti quanti attoniti per una vita prematuramente spezzata.
La tragedia
I segni lasciati sull’asfalto, come le grosse chiazze di olio e carburante di cui si sente ancora l’odore, e l’erba alta schiacciata nel mezzo della rotonda, quasi a disegnare un sentiero del quale però non si riesce a vedere la fine, è tutto ciò che resta dell’ennesimo incidente nel quale a perdere la vita è ancora una volta un giovane motociclista. E la croce lasciata sull’asfalto in questo caso porta inciso il nome di Cristian Capoccia, pilota di motocross che, oltre ai campionati Uisp, per due anni aveva militato nelle file della scuderia Pasini Racing team di Torbole Casaglia. Per il 22enne, nonostante il tentativo disperato dei soccorritori protratto per una lunghissima ora, non c’è stato nulla da fare: lo spaventoso volo in sella alla sua Ducati - la moto, distrutta, è finita a circa 100 metri dalla zona dell’impatto - non gli ha lasciato scampo.
Lo schianto

È accaduto nella notte tra venerdì e sabato, poco dopo le 2, a Cologne, sulla variante alla Sp17, la strada provinciale che collega Palazzolo a Chiari. Stando a quanto ricostruito dagli agenti della Polizia stradale di Brescia, il giovane stava viaggiando in direzione di Chiari, probabilmente per far ritorno a casa a Leno, quando all’altezza della rotatoria con via Francesca ha perso il controllo della moto. Impossibile per gli inquirenti stabilire con certezza la causa, anche se non sembrano esserci dubbi su un aspetto: il motociclista stava viaggiando a velocità sostenuta. Lo si evince dai segni lasciati sull’asfalto: Cristian prima ha preso in pieno lo spartitraffico, poi ha attraversato la grande rotonda, terminando la corsa a circa 70 metri di distanza dall’incrocio; la moto sul ciglio della strada, il ragazzo, al centro della carreggiata, distante sia dalla rotonda sia dal suo mezzo.
Un altro elemento che ha portato il magistrato di turno a rilasciare immediatamente la salma alla famiglia è il fatto che nel sinistro non siano rimasti coinvolti altri veicoli. A eccezion fatta dell’auto, sulla quale viaggiavano tre ragazzi e un adulto, che è stata colpita dai detriti dalla moto. Sono stati loro, sotto choc, a chiamare immediatamente il 112.
Il ricordo
«Cristian era un bravo ragazzo, molto riservato - ricorda Ugo Pasini, presidente dell’omonimo team -. Era un bravo pilota, correva insieme a mio figlio Mauro (stagione 2022, ndr). Quello che è successo è una disgrazia, che ci lascia senza parole». Il funerale verrà celebrato domani, alle 14.30, nella parrocchiale di Leno. In tanti si stringeranno attorno alla famiglia: in particolare ai genitori e alle due sorelle.
@News in 5 minuti
A sera il riassunto della giornata: i fatti principali, le novità per restare aggiornati.
Riproduzione riservata © Giornale di Brescia
Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato
