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Legionella, «serve un osservatorio ambientale»


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1 mar 2019, 18:08
Per l’Ats tra gli indiziati c’è il fiume Chiese - Foto © www.giornaledibrescia.it

Per l’Ats tra gli indiziati c’è il fiume Chiese - Foto © www.giornaledibrescia.it

Sarebbe auspicabile istituire l’Osservatorio ambientale provinciale, ossia un tavolo di coordinamento, a cui ciascun ente o rappresentante della società civile partecipi in base alle proprie competenze.

Servirebbe sia per prevenire altre situazioni di criticità, sia per gestirle in modo più sinergico qualora si presentassero. Questa riflessione, proposta dal sindaco di Calvisano Giampaolo Turini, è tra gli spunti emersi dall’incontro che si è tenuto ieri in Prefettura. A convocarlo il prefetto Annunziato Vardè che, dopo aver ricevuto il comitato «La corsa per la vita» e aver ascoltato le sue richieste, ha deciso di chiamare a raccolta tutti gli enti coinvolti nell’epidemia di polmonite e legionella e nella tutela del fiume Chiese.

In particolare, tra i presenti c’erano i Comuni colpiti, l’Ats, l’Arpa, la Provincia e la Regione. Non mancavano ovviamente il comitato, rappresentato dal presidente Carmine Piccolo e dal medico Sergio Perini, e Gianluca Bordiga, per il Tavolo delle associazioni impegnate nel preservare il Chiese e il Lago d’Idro. «Dalla relazione del direttore di Ats è emerso che il fiume risulta uno dei principali attori, ma non l’unico. La responsabilità è da ricercare in più concause- ha riportato il sindaco Turini -. Per Calvisano è stata l’occasione per chiedere più coordinamento tra gli enti, proponendo la costituzione dell’Osservatorio ambientale provinciale».

«L’Ats ha annunciato che presto ci invierà i risultati dell’indagine epidemiologica. Abbiamo condiviso la necessità di collaborare per scongiurare che quanto accaduto possa ricapitare» ha detto il sindaco di Acquafredda, Maurizio Donini. «È emerso che, in base alle attuali condizioni, le concause che potrebbero essere state determinanti possono ripresentarsi - ha spiegato il sindaco di Montichiari Mario Fraccaro-. Pertanto, in rappresentanza del tavolo intercomunale, scriverò una lettera ad Ats per chiedere quali precauzioni possiamo adottare noi sindaci, responsabili della salute pubblica».

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