Da San Paolo a Quinzano, passando per Longhena e Verolavecchia: sono parecchie decine le colonie di rondoni, distribuite tra molti paesi della Bassa, che l’ornitologo Mario Caffi ha salvato e studiato in quarant’anni d’esperienza. Una passione la sua che da un lato lo ha portato alla notorietà e ad incarichi di spicco, quale quello di responsabile del centro cattura a scopo scientifico delle isole Pontine, ma che l’ha portato anche a tagliare traguardi importanti a livello professionale, come quello di aver controllato quasi il cento per cento delle specie nidificanti in Italia e l’aver studiato oltre 5.000 nidi di rondoni.

La piccola costruzione, che risale al 1897, venne scoperta proprio da Caffi e oggi è meta di molti ricercatori. «All’interno era completamente distrutta - spiega - così l’ho ripristinata e in pochi anni, dalle quattro o cinque coppie di rondoni che hanno iniziato a gravitarvi, una volta sistemata, sono arrivato a inanellare circa trecento esemplari».





