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Il Vomere fa 40 anni e pensa al futuro con nuovi servizi per persone con disabilità

Festa di compleanno per la cooperativa sociale di Travagliato che ha ricevuto dal Comune un’area su cui ampliarsi
La sede della cooperativa Il Vomere - Foto da Facebook
La sede della cooperativa Il Vomere - Foto da Facebook
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Da quarant’anni traccia solchi profondi nel territorio per gettare il seme della solidarietà verso i disabili, fisici e psichici. Un lavoro lungo e paziente, che ha fatto crescere buoni frutti.

La cooperativa sociale Il Vomere, nata nell’aprile del 1983, ha celebrato il compleanno con una grande festa nella sede di via Lograto, a Travagliato. Ha riunito i protagonisti della sua storia: i tanti soci, gli amici, gli operatori, gli utenti e i loro familiari, le autorità. «Un’occasione - dicono la presidente Caterina Galdini e il coordinatore Luca Gorlani - per ribadire che la nostra cooperativa è un bene della comunità».

Non a caso fra i soci ci sono il Comune, la Parrocchia e un’associazione popolare come gli alpini, mentre nel Consiglio di amministrazione sono presenti operatori, familiari, volontari. Il Vomere assiste un’ottantina di utenti provenienti da diciotto Comuni, divisi fra il Centro socio educativo, il Centro diurno e il Servizio per la formazione all’autonomia. E guarda avanti. Nei giorni scorsi il Consiglio comunale di Travagliato ha votato la concessione in comodato d’uso per 90 anni di duemila metri quadrati di terreno al Vomere, accanto alla sede attuale.

Il futuro

«Per adesso il progetto è nella nostra testa», anticipa la presidente Galdini. «Ci piacerebbe, fra qualche anno, realizzare una struttura residenziale per una decina di utenti. Posti protetti, disponibili anche come sollievo per le famiglie». Una sorta di «dopo di noi». Un orizzonte che dichiara la volontà della cooperativa di crescere, «ben radicata nel territorio», aggiungono i responsabili.

Intanto, messa la pandemia alle spalle, riprendono iniziative sospese, come i soggiorni al mare e in montagna con i disabili. Per il secondo anno cinque utenti, insieme ad alcuni operatori e agli scout, percorreranno la Via degli Dei, un itinerario trekking da Bologna a Firenze (sponsor dell’iniziativa è il negozio di articoli sportivi Gialdini di Brescia). A giugno, invece, una nuova attività: per tre giorni tre ragazzi con disabilità saranno al fianco del gestore del Rifugio Medelet, a Pisogne. Esperienze di formazione importanti.

Tirocinio

Senza dimenticare che il Vomere da tempo attiva momenti di tirocinio dei propri utenti all’esterno, in aziende, bar, negozi. A riprova del legame con i territori appartenenza dei disabili. «La nostra cooperativa - dice Luca Gorlani - mette la fragilità e l’inclusione al centro dell’attenzione della comunità. Tutti, a nostro modo, siamo persone fragili e bisognose dell’aiuto degli altri». Le fragilità vanno affrontate singolarmente. I disabili del Vomere hanno ovviamente necessità specifiche. «Ognuno è protagonista di progetti brevi e mirati», aggiunge Gorlani.

Anche la cooperativa di Travagliato, come le consorelle, sconta alcune difficoltà. A cominciare dalla carenza di personale, a fronte di necessità crescenti. Aumentano le persone con problemi (a cominciare dall’autismo), soprattutto giovani. Magari sono disabilità psichiche lievi, ma bisognose di cura e assistenza. «Servirebbe un welfare diverso, in grado di affrontare situazioni di disagio emergenti», sottolinea Luca Gorlani.

Ragazzi con fragilità che inibiscono il loro ingresso nel mondo del lavoro oppure ne minano la carriera scolastica. I danni prodotti da una società sempre più egoista ed esigente. 

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