Si sveglia di soprassalto, scosso da rumori che in casa non ha mai sentito e che da fuori, dalla campagna che circonda la cascina di famiglia a Ghedi, non possono venire. Tende l’orecchio, cerca di capire da dove arrivino. Ne individua la direzione e si muove. Una manciata di passi e si trova a tu per tu con un estraneo, armato di piede di porco. E in pochi istanti la situazione precipita. L’intruso - passamontagna calzato sul volto e luce da minatore sulla fronte - cerca di darsela a gambe. Il padrone di casa, poco più di trent’anni, decide di seguirlo. Tenta di bloccargli la strada. Non vuole che il blitz resti impunito e lo segue fuori dalla cascina, per i campi alla periferia del paese.
La fuga e le sprangate
Il ladro non riesce a guadagnare terreno. Per scrollarsi di dosso l’inseguitore, impugna l’attrezzo usato per introdursi nell’abitazione, e lo usa. Violentemente. Colpisce il trentenne in testa e lo stordisce. L’uomo cade al suolo. Il ladro, invece, di approfittarne - stando almeno al racconto della sua vittima - torna sui suoi passi. E si accanisce. Sferra altre due mazzate al volto del padrone di casa. «Ti ammazzo» gli dice prima di andarsene una volta per tutte.




