Si sveglia di soprassalto, scosso da rumori che in casa non ha mai sentito e che da fuori, dalla campagna che circonda la cascina di famiglia a Ghedi, non possono venire. Tende l’orecchio, cerca di capire da dove arrivino. Ne individua la direzione e si muove. Una manciata di passi e si trova a tu per tu con un estraneo, armato di piede di porco. E in pochi istanti la situazione precipita. L’intruso - passamontagna calzato sul volto e luce da minatore sulla fronte - cerca di darsela a gambe. Il padrone di casa, poco più di trent’anni, decide di seguirlo. Tenta di bloccargli la strada. Non vuole che il blitz resti impunito e lo segue fuori dalla cascina, per i campi alla periferia del paese.
La fuga e le sprangate
Il ladro non riesce a guadagnare terreno. Per scrollarsi di dosso l’inseguitore, impugna l’attrezzo usato per introdursi nell’abitazione, e lo usa. Violentemente. Colpisce il trentenne in testa e lo stordisce. L’uomo cade al suolo. Il ladro, invece, di approfittarne - stando almeno al racconto della sua vittima - torna sui suoi passi. E si accanisce. Sferra altre due mazzate al volto del padrone di casa. «Ti ammazzo» gli dice prima di andarsene una volta per tutte.
I soccorsi e le indagini
L’uomo si alza a fatica, si mette le mani alla testa sanguinante e torna verso la cascina. È circa l’una di notte quando, insieme ai genitori, mette mano al telefono e chiama i carabinieri. Quando decide di salire in auto e di andare al pronto soccorso dell’ospedale di Manerbio. I militari della Compagnia di Verolanuova arrivano nel giro di breve. Raccolgono la testimonianza della vittima e compiono una prima perlustrazione della zona attorno all’abitazione. Il buio non agevola. Il violento malvivente è riuscito a far perdere le sue tracce. E di tracce non ne ha lasciate nemmeno in casa. I carabinieri della Scientifica le hanno cercate a lungo, ma hanno dovuto rassegnarsi. L’uomo evidentemente non ha dimenticato di infilare i guanti, prima di mettere le mani nei cassetti e negli armadi dell’abitazione. Il blitz non gli ha fruttato nulla: così almeno dice il primo veloce bilancio dei padroni di casa. Poche le indicazioni fornite dalla vittima per disegnare un identikit attendibile del malvivente.
Buongiorno Brescia
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Potrebbe trattarsi di uno straniero, proveniente dall’Est Europa, almeno in base alle poche parole che la vittima gli ha sentito pronunciare. E dovrebbe aver agito da solo, magari dopo aver studiato a lungo i movimenti dei padroni di casa. Il bilancio dei danni subiti dall’aggredito è decisamente più significativo. L’uomo è stato curato al pronto soccorso, dove i sanitari gli hanno medicato e suturato le ferite al volto e al capo. Poi è stato ricoverato in reparto, dove ha passato la notte e dove non uscirà a breve e comunque non prima di altri accertamenti diagnostici che saranno effettuati nella giornata di oggi.




