Bassa

Barù, il pittore che per l’arte dimenticava il pane nel forno

A 86 anni continua a dipingere e creare nella sua casa di Bassano. Ora vorrebbe allestire una mostra delle opere di una vita
Il pittore Barù, all'anagrafe Giuseppe Baronio
Il pittore Barù, all'anagrafe Giuseppe Baronio
AA

Un’esplosione di colori materici e forme in movimento sono la linfa che anima da sempre Barù, artista di Bassano Bresciano che, a 86 anni, continua a dipingere ogni giorno. L’età e la malattia gli hanno reso difficile esprimersi a parole e muoversi, ma quando Barù impugna il pennello la sua mano lavora i colori sulla tela e con poche linee crea paesaggi, nature morte, animali e volti che ricordano ritratti africani.

L’artista bassanese da sempre vive in Piazza Roma a fianco della parrocchiale e della sua forneria di un tempo. Sì, perché Barù, all’anagrafe Giuseppe Baronio, nonno e pure bisnonno, arriva da una famiglia di fornai e per anni ha fatto il pane; nel frattempo si è costruito una famiglia con moglie e due figlie, e ha pure frequentato scuole d’arte per approfondire la sua passione per la pittura, portando avanti una personale ricerca sulla forma e sul colore.

Tra le ultime creazioni anche una serie di opere ispirate al Covid e 14 tele dedicate alla Via Crucis, dipinte in occasione della Pasqua 2021. Lo stesso tema Barù lo affrontò nel 2001 quando dipinse la Via Crucis per la chiesetta del Giubileo, in sostituzione dei dipinti trafugati e mai ritrovati. Giba (Gianni Barili), artista di Verolavecchia e amico da sempre di Barù, ci racconta qualche aneddoto su questo estroso mago del colore: «L’amore per la pittura di Barù è così forte che da ragazzo infornava il pane e poi andava a dipingere dimenticandosi di quello che c’era in forno: il pane era spesso... un po’ troppo cotto, ma buono comunque. Barù è stato un punto di riferimento importante per la nostra generazione di artisti, in tanti siamo passati da lui per capire come usare il colore. Lui insegnava, ma la sua creatività è unica e inimitabile».

A testimoniare il forte legame con la pittura, nella casa studio di Barù ci sono centinaia di opere a olio, tempera, acrilico e tanti paesaggi bresciani, veneziani, toscani e francesi che l’artista ha dipinto quando girava con il suo inseparabile camper. Accanto ai dipinti anche una trentina di premi e riconoscimenti che il pittore si è meritato negli anni. Ora, la speranza, anzi il desiderio, di Barù è di trovare qualche ente o amministrazione disposti a dare uno spazio a lui e a Giba per allestire una mostra che racconti una vita tra pennelli e colori.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

Iscriviti al canale WhatsApp del GdB e resta aggiornato