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Ancora proiettili e minacce ai volontari della San Cristoforo di Remedello

Dopo il precedente del febbraio 2022 trovate altre cartucce spedite all’indirizzo del sodalizio
La sede dell'associazione san Cristoforo a Remedello © www.giornaledibrescia.it
La sede dell'associazione san Cristoforo a Remedello © www.giornaledibrescia.it
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Sembra tutto surreale, però è successo di nuovo: all’associazione di volontariato San Cristoforo di Remedello, ancora una volta, sono stati recapitati dei proiettili e una lettera che conterrebbe parole avverse al sodalizio impegnato specialmente nel trasporto delle persone alle visite mediche.

Da quanto appreso, la consegna e la scoperta della stessa risalgono ai giorni scorsi: nel dettaglio, proiettili e missiva sono stati recapitati allo stabile di piazza Castello in cui ha sede la San Cristoforo (per intenderci, l'edificio in cui sono presenti anche gli studi dei medici di base).

Il caso

Secondo quanto riferito in paese, sarebbero stati trovati nella cassetta della posta in uso all’associazione. Al momento gli autori di questo oscuro gesto sono ignoti, ma sarebbero in corso le indagini dei Carabinieri di Isorella, per fare luce sull’accaduto… che accade per la seconda volta. C’è infatti un precedente e ciò rende la vicenda ancor più surreale, nonché bisognosa di chiarezza e verità. Era il febbraio del 2022 quando nella cassetta delle lettere della San Cristoforo furono imbucati, da mano ignota, due proiettili di pistola: a quei tempi i proiettili si trovavano in un piccolo involucro, anonimo e chiuso da graffette, sul quale era presente una scritta a matita che recitava parole simili a «Questo è tuo…».

Il precedente

Il nostro giornale, anche allora, aveva riportato la notizia: erano stati i volontari stessi a confermarci e a raccontare i dettagli dell’accaduto e nei giorni successivi il piccolo paese aveva commentato il gesto. Ebbene, se già nel 2022 la vicenda aveva sorpreso tutti, adesso sorprenderà certamente ancora di più sapere che si è ripetuta, praticamente con modalità simili. Difficile immaginare chi possa arrivare a tanto, chi possa volere spaventare e, di fatto, minacciare una realtà che quotidianamente si dedica agli altri, macinando chilometri per fornire un trasporto a persone in stato di bisogno a visite sanitarie e presidi socio-assistenziali.

La speranza è che le autorità competenti, al lavoro per fare chiarezza, risalgano al responsabile o ai responsabilità del recente gesto, capendo anche se è stato commesso dalla stessa mano che agì in precedenza.

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