Un «gioiello» d’ebanisteria e di intaglio, probabilmente il più importante pezzo di arredo ligneo bresciano di fine Ottocento. Un documento della partecipazione bresciana all’expo nazionale di Milano del 1881. Un omaggio a Dante Alighieri nel 560° anniversario della morte. E un mistero - quello della sua scomparsa, quando l’esposizione chiuse i battenti - ora risolto.
È una vera caccia al tesoro quella che ha portato al ritrovamento, nella sede della Fondazione Morando di Lograto, del prezioso mobile: una imponente libreria in legno intagliato, disegnata dall’architetto Antonio Tagliaferri e realizzata da Frigerio per lo stand bresciano della Esposizione milanese del 1881, voluto dalla Camera di commercio della nostra città. Tagliaferri, campione dell’architettura revivalista, immaginò una sala in «stile fiorentino» del XIV secolo, progettando l’ambiente nei minimi dettagli: pareti rivestite in cuoio dorato, un fregio con gli stemmi dei Comuni bresciani e mobili in stile neogotico. Come si presentasse la sala, lo documenta una illustrazione pubblicata su una rivista dell’epoca. Nell’arredo spiccava la libreria, immaginata come un omaggio a Dante, di cui quell’anno si celebrava il 560° della morte: nel coronamento era scolpito il volto del Sommo Poeta, affiancato da tre formelle a rilievo per lato, con episodi tratti dalle tre cantiche.




