«È un dolore straziante, ci facciamo forza stando vicine»
Gli occhi dei residenti vanno alla palazzina popolare di via Togliatti. Il mattino dopo la tragedia si cerca di capire quando arriveranno a casa le salme. E il pensiero di chi conosce la famiglia Ghitti, residente a Travagliato, è rivolto a Carolina, madre e moglie rimasta sola dopo che il marito Danilo, 55 anni, e la loro unica figlia, Chiara, di 26, sono morti sul colpo in provincia di Cremona mentre tornavano da una gita in moto sabato pomeriggio.
Dolore infinito. «Mia sorella continua a ripetere che avevano già organizzato tutto per la festa della mamma. Dovevano andare insieme a mangiare il gelato. Lo ripete da ieri e non si dà pace - racconta la signora Mara, la zia materna di Chiara -. Non ci sono parole - aggiunge con un filo di voce - per descrivere quello che stiamo provando in questo momento».
In questa tragedia enorme ci sono altre due mamme che sono state travolte dal dolore. La signora Ghitti, che a 84 anni è sopravvissuta al figlio in quello che è un disegno della vita che va contronatura. E poi c’è la mamma di Carolina e nonna di Chiara, che a 80 anni ha visto morire la nipote. «Era impossibile non raccontare loro che cosa è successo. Sono sotto choc e stiamo affrontando questo momento insieme» spiega la zia materna della giovane vittima: lei, con il marito, si è trasferita a casa Ghitti dopo la tragedia consumatasi sabato.
La prima notte è stato impossibile chiudere occhio. «Io, mia sorella e mia madre abbiamo passato tutta la notte insieme nel lettone, con la luce accesa. A piangere, a cercare di sostenerci l’una con l’altra - prosegue nel racconto la signora Mara -. Questa tragedia ci ha unite ancora di più visto che mia madre è rimasta vedova a 44 anni, quando mio padre morì dopo aver partecipato ad un matrimonio. Di quel giorno ricordo le lacrime in ospedale di mia mamma quando le hanno dato la notizia. Ora sto rivivendo lo stesso incubo e mia sorella da sabato ripete senza sosta a nostra madre: "Ho capito solo oggi che cosa hai provato e che dolore hai dentro"».
Le indagini. La famiglia di Travagliato intanto aspetta notizie da Cremona. Oggi le salme di Chiara e di papà Danilo dovrebbero tornare a casa. «Erano andati a Brescello per una gita. Volevano vedere il paese di don Camillo e Peppone. Sulla strada del ritorno si è verificato l’incidente. Aspettiamo ancora di conoscere gli atti della Polizia stradale per capire cosa sia successo» spiega la zia di Chiara. Che aggiunge: «Papà e figlia erano molto legati e avevano la passione della moto. Mia sorella invece ha sempre avuto paura e preferiva rimanere a casa. "Andate voi e divertitevi " diceva e così ha fatto anche l’altro giorno. Sabato stavano tornando a casa nel pomeriggio visto che mio cognato Danilo avrebbe poi dovuto fare il turno di notte in fabbrica».
Operaio all’Alfa Acciai, il 55enne, era conosciuto in paese per i tanti anni di impegno con il gruppo locale di Protezione civile, impegno che aveva concluso giusto un paio di anni fa. «Anche quando è stato costretto a lasciare il gruppo per gli impegni di lavoro aveva detto che se avessimo avuto bisogno per qualche emergenza, lui c’era» è il pensiero del responsabile della Protezione civile Roberto Berardelli. Chiara Ghitti invece non aveva un lavoro fisso. «Aiutava la nonna, faceva qualche piccolo lavoretto. Era stata cameriera anche da noi in pizzeria a Mairano» ricorda la zia Mara.
«Ho contattato la signora Caterina e le ho detto che l’Amministrazione comunale sarà al suo fianco per qualsiasi necessità - aggiunge il sindaco di Travagliato Renato Pasinetti -. Anche in un paese grande come il nostro, con 14mila abitanti, sono tragedie che fanno male e - ammette Pasinetti - lasciano il segno in tutta la comunità».
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