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T-Led, la lente che non c'era adesso c'è

Migliora le prestazioni dei lampioni e rafforza la resa dei pannelli solari. A Rezzato cresce il polo dell'ottica industriale. L'università è la «levatrice»

Ha terminato lo start up e ora parte con la produzione. La T-Led di Rezzato (www.t-led.it), nata da un anno, è l'ultima avventura imprenditoriale del polo bresciano dell'optoelettronica. Produce lenti asimmetriche in plastica con geometrie particolari, che convogliano la luce prodotta dai Led in fasci ottimizzati. «Abbiamo un parco clienti - spiega Luca Fumagalli, presidente di T-Led - interessato prevalentemente all'illuminazione stradale. Per le lenti la produzione è partita in aprile».
I lampioni stradali a led sono il futuro: permettono di risparmiare energia e di ridurre la manutenzione. Ma le loro lampade devono essere equipaggiate con lenti, come quelle di T-Led, in grado di illuminare con fasci di luce aderenti alle caratteristiche dettate dalle normative. In giugno l'azienda varerà invece la produzione dedicata alle luci da interni, con lenti dalle geometrie adatte a una gradevole illuminazione indoor.
Prossima tappa: la realizzazione di lenti in plastica per pannelli solari ad alta concentrazione. Vengono poste sopra al pannello fotovoltaico, per convogliare la luce solare in un'area ristretta. Così facendo si realizzano pannelli più piccoli, a parità di rendimento.
Insomma: si è scoperta una nicchia... scoperta e la si sta occupando con un prodotto di alta tecnologia.
T-Led è una piccola azienda, ma il contenuto tecnologico e scientifico dei suoi prodotti è molto elevato. Al punto che, «almeno in Italia - dice Fumagalli - non abbiamo competitori che realizzano prodotti con le stesse caratteristiche».
Ed è proprio partendo da questa constatazione che l'azienda è stata fondata: «Negli anni ci siamo resi conto che i progetti di sistemi ottici, realizzati dalla collaborazione tra Q-Tech e Open Technologies (due aziende del polo dell'ottica bresciano), andavano integrati con la produzione dei dispositivi - racconta Fumagalli -. La nascita di T-Led ha colmato questo vuoto».
L'azienda nasce dal felice incontro di tre realtà lungimiranti. La Eredi Martinelli, leader nella commercializzazione del marmo, ha scommesso su un mercato nuovo, basato su tecnologie all'avanguardia. Q-Tech e Open Technologies hanno fatto da genitori a questo nuovo nato. Sono state fondate una decina di anni fa, dopo un periodo di incubazione al Laboratorio di Optoelettronica di Brescia, dove i docenti Giovanna Sansoni (direttore del Laboratorio) e Franco Docchio da anni supportano la nascita di imprese innovative. L'Ateneo, oggi, continua a collaborare con questi «figli», che ormai sanno camminare da soli, supportandoli nella ricerca di tecnologie sempre più raffinate.
Lo fa il Laboratorio di Optoelettronica e anche il Gruppo di ricerca di Scienza e Tecnologia dei Materiali diretto da Theonis Riccò, che in virtù delle sue competenze sui materiali plastici, collabora con T-Led. «Per un' azienda come la Eredi Martinelli la partecipazione a questa avventura è un passo strategico importante - dice Bruno Pesce, a.d. di T-Led -. Diversificare nella direzione dell'innovazione e delle menti migliori, è la via maestra per superare la crisi». Leggi ulteriori dettagli nell'articolo pubblicato su www.sitoi.it.

Maria Cristina Ricossa

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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