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I segreti della mente in un chip

Diego Fasoli, laurea in fisica teorica, lavora come ricercatore in neuroscienze nel parco tecnologico di Sophia Antipolis, in Francia. L'obiettivo? «Tornare»

Partono. A volte con entusiasmo, altre già con l'idea di tornare al più presto. Ma partono. Consci che non ci sono alternative. È un po' questo il fil rouge delle storie che abbiamo raccolto dai giovani ex studenti bresciani, che dopo la laurea – e spesso una brillante carriera universitaria – hanno visto infranto il sogno di trovare un'occupazione il Italia. Hanno dovuto partire per poter esprimere al meglio le loro potenzialità professionali in Paesi che ai giovani «cervelli» offrono molto di più del nostro.
Qualcuno sta bene dove sta, altri invece desiderano tornare, come Diego Fasoli, laurea in fisica teorica alla Cattolica di Brescia con lode e menzione speciale, che dopo tre anni alla ricerca di un lavoro, è partito per la Francia dove sta facendo un dottorato e spera, dopo averlo concluso, di avere una possibilità in Italia.
La sua storia comincia dopo la tesi, quando ha scelto di non iniziare un dottorato nel nostro Paese: «È risaputo che in Italia lo stipendio (e i contributi) dei dottorandi – spiega - sono davvero bassi». Il suo tentativo di inserirsi nel mondo del lavoro si è però dimostrato presto un ginepraio, fatto di delusioni, porte chiuse e stipendi da fame. «Ho pagato subito lo scotto della mancanza di esperienza professionale – spiega –, spesso richiesta nelle inserzioni».
E per questo motivo, inizialmente, ha dovuto orientarsi verso lavori poco qualificati, incontrando comunque qualche difficoltà: «Quando parlavo della mia laurea – racconta – mi sentivo rispondere: ah, è laureato?! Probabilmente lei sta cercando qualcosa di diverso...». Ma Diego non si è dato per vinto. Ha accettato di fare il tecnico di laboratorio, con uno stipendio da 800 euro al mese, e si è adattato alla «mission impossible» di un incarico da insegnante in una classe di ragazzi con problemi di inserimento sociale, difficile da gestire anche per chi ha alle spalle una certa un'esperienza.
Dopo tre anni di odissea, Diego ha gettato la spugna ed è partito. Ora è in Francia. all'Inria (Institut National de Recherche en Informatique et en Automatique) di Sophia Antipolis, per un dottorato di ricerca in neuroscienze inserito nel Facets-itn (Fast Analog Computing with Emergent Transient States Initial Training Network).
«Insieme a studenti di tutto il mondo, lavoro per svelare i segreti del cervello e costruire un processore che mimi gli stessi processi. Quello che più mi spiace – afferma Diego – è che l'Italia sarà costretta a comprare la tecnologia, nonostante sia la nazione con la più alta percentuale di studenti impegnati nel progetto. Noi italiani abbiamo preparazione e competenze di alto livello, invidiate da ogni altro Paese». E dopo l'esperienza francese? «Potrei restare o cercare un contratto in Usa. Ma desidero tornare in Italia». Noi gli auguriamo, con tutto il cuore, di farcela. Per contattare Diego collegati al sito www.sitoi.it.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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