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Alfa Acciai, ricavi -53%. E il 2010 è ancora peggio. Stabiumi: «Crisi lunga»

Per l'azienda di San Polo un bilancio difensivo, chiuso in lieve perdita. Ridotti i costi: fabbrica ferma sette giorni al mese, contratti di solidarietà.

BRESCIA
Non passerà molto velocemente. La crisi durerà qualche anno e il settore siderurgico potrebbe essere costretto a effettuare pesanti ristrutturazioni. Lo testimoniano i conti della società Siderurgica Investimenti, presieduta da Ettore Lonati e guidata da Amato Stabiumi, che controlla l'Alfa Acciai di San Polo.
Il bilancio consolidato 2009
Nell'anno della crisi (che è arrivato, a onor del vero, dopo un periodo molto positivo per la siderurgia), il bilancio consolidato della società bresciana si è chiuso con una pesantissima riduzione del fatturato (-53%), passato da 1,7 miliardi a 815 milioni di euro. Ma, e questa è la cattiva notizia inattesa, il 2010 sta andando peggio: se la produzione dell'acciaieria è calata del 35% nel corso del 2009, quest'anno si chiuderà con un -50% rispetto all'ottimo 2008.
«Le nostre produzioni - spiegano Stabiumi e Lonati - sono direttamente dipendenti dall'edilizia e dalle infrastrutture, e il nostro mercato di riferimento è quello italiano. Se non ripartono le grandi opere e il mercato immobiliare, le prospettive sono molto preoccupanti». La fabbrica di San Polo, infatti, sta funzionando al 50% e lavora quasi esclusivamente di notte, il sabato e la domenica, per risparmiare sui costi energetici. E l'attività si ferma una settimana al mese. «Non scendo più nello stabilimento - confessa Stabiumi - perché è triste vedere impianti nuovi sempre fermi».
E l'export non rappresenta certo la soluzione dei problemi, perché all'estero la siderurgia italiana è sorpassata dai concorrenti turchi (più competitivi perché la manodopera costa meno, le fabbriche sono costruite lungo il mare e l'energia non è importata) e spagnoli (che pagano meno il rottame e vendono a prezzi molto bassi).
Tornando ai conti, il bilancio consolidato di Siderurgica Investimenti si è chiuso con una lieve perdita (-2,3 milioni di euro, contro l'utile di 65,2 milioni dell'anno precedente), dopo ammortamenti per 24,8 milioni (36,7 nel 2008). L'ebit (il reddito operativo aziendale) è stato negativo per 13,6 milioni, in calo del 112% rispetto al 2008. E l'ebitda (il margine operativo lordo) è risultato in calo del 92% a quota 11,1 milioni di euro. «Possiamo dire - sottolineano presidente e a.d. - che abbiamo tenuto, nonostante la pazzesca riduzione dei ricavi, grazie alla politica di riduzione dei costi».
I contratti di solidarietà
In questo senso, è stata molto positiva l'introduzione dei contratti di solidarietà, rinnovati per il secondo anno e in vigore fino ad aprile 2011. L'ammortizzatore sociale permette una riduzione massima del lavoro del 60% ed è stato fondamentale per gestire la fase recessiva. Il calo del costo del lavoro, in effetti, è stato del 14% nel corso del 2009 (i dipendenti del gruppo sono complessivamente 1.502): da 83,1 a 71,6 milioni di euro.
In flessione anche gli investimenti, passati da 33,3 a 17,2 milioni di euro. «Ma negli ultimi cinque anni - dice l'a.d. - la società ha investito, in particolare per i miglioramenti ambientali e i nuovi macchinari, quasi 150 milioni di euro».
Migliora la posizione finanziaria netta (-62,7 milioni) e la differenza tra proventi e oneri finanziari è negativa per 908mila euro (-7,9 milioni di euro nel corso del 2008).
Con i conti in rosso, soffia più forte il vento delle aggregazioni tra siderurgici: «Se ne parla da tempo - dice Stabiumi - ma per ora non è stato fatto alcun passo concreto. Sono convinto - conclude l'a.d. - che sia una strada da percorrere: spero che non diventi presto una strada obbligata».

Guido Lombardi
g.lombardi@giornaledibrescia.it

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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