Ambiente

Dalla foce alla sorgente del Chiese per mappare un nuovo sentiero

Giulia Bonardi
Il «viandante» Mirko Savi e i suoi amici hanno percorso il tragitto con l’obiettivo di inserirlo nella Rete escursionistica lombarda
I tre camminatori che hanno mappato il cammino
I tre camminatori che hanno mappato il cammino
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Missione nuovamente compiuta, questa volta, però, puntando al futuro traguardo di un sentiero ufficiale «Al passo del Chiese»: il «viandante» del Chiese Mirko Savi e i suoi due compagni di cammino hanno raggiunto domenica mattina il Rifugio Val di Fumo, percorrendo, in una settimana, il tragitto del fiume, dalla foce alla sorgente, transitando per i territori di molti comuni bresciani.

Tante sono state le persone che hanno deciso di condividere con loro una tappa oppure qualche chilometro e che hanno espresso sostegno alla volontà a cui Mirko sta già lavorando concretamente assieme al Cai di Bozzolo (Mn): trasformare a tutti gli effetti questo tragitto in un sentiero incluso nella Rete escursionistica lombarda, all’insegna della valorizzazione e tutela del corso d’acqua.

Mirko Savi con Matteo Catalano e Michele Pedercini
Mirko Savi con Matteo Catalano e Michele Pedercini

Il progetto

«Molte persone incontrate in questi giorni ci hanno esortato a portare avanti il progetto per mappare il sentiero e farlo includere nella Rete escursionistica – commenta Mirko, 35enne di Casalromano (Mn), che è partito da Acquanegra (Mn) domenica 17 agosto, con i compagni del Cai –. Questa volta, infatti, rispetto alla precedente (ricordiamo che nel 2020 Mirko aveva compiuto il medesimo cammino, ndr), il mio intento era anche quello di concentrarmi sugli aspetti tecnici, individuare eventuali passaggi alternativi laddove si potrebbero incontrare criticità e sciogliere i nodi: ebbene, da questo punto di vista è stata un’esperienza molto utile che mi ha permesso anche di trovare alcuni tratti alternativi».

E ancora: «Tra gli aspetti positivi emersi, ho notato tanti miglioramenti nella fruibilità di alcuni percorsi lungo gli argini e anche nei collegamenti a passo lento; su quest’ultimo punto, penso, ad esempio, alla ciclabile in territorio trentino oppure alla ciclabile della Valsabbia, e l’auspicio è che anche verso il Basso Chiese siano possibili interventi non invasivi per vivere maggiormente il fiume – prosegue Mirko –. Tengo inoltre a fare un grande plauso anche ai volontari perché ci sono alcuni punti curati, riqualificati e tenuti fruibili da loro: un impegno che rende possibile vivere il Chiese».

Grande sensibilità

Tornando al cammino, tra coloro che si sono uniti a Mirko e ai suoi compagni ci sono stati diversi membri di associazioni ambientalistiche, ma anche persone appassionate di cammino e sensibili alla tutela del Chiese che hanno appreso del loro passaggio attraverso le fonti di informazione o la pagina Instagram «Al passo del Chiese» tramite la quale, quotidianamente, i «viandanti» hanno condiviso «diari di bordo», foto e aneddoti, consentendo, anche a chi non era con loro, di seguire il percorso e di conoscerne le tappe. Non sono mancate amministrazioni comunali che venendo a conoscenza del loro transito hanno dato il benvenuto.

Il passaggio da Montichiari
Il passaggio da Montichiari

«È stato un cammino entusiasmante e utile a perseguire l’obiettivo – chiude Mirko –. Ci siamo lasciati emozionare e accompagnare dal fiume. Grazie a tutte le persone che sono state con noi e ai miei compagni di cammino».

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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