Adamello, tutti i rischi termici della polvere del Sahara

Nel corso dell’estate 2024 si è posto in evidenza il fenomeno della presenza di polvere di origine sahariana trasportata dal vento nell’atmosfera, e poi depositata sul ghiacciaio dell’Adamello dalle precipitazioni nevose verificatesi in primavera. La superficie del ghiacciaio nel periodo della fusione estiva era apparsa tinta, lo scorso anno, di un inedito e particolare colore rossastro.
La differenza
La suggestione del fenomeno ha tuttavia ceduto subito il passo alla preoccupazione. La neve bianca infatti manifesta una forte capacità di riflettere la radiazione solare, e tale caratteristica, conosciuta con il termine «albedo», protegge il ghiaccio sottostante comportandosi come una sorta di coperta termica naturale.
Una superficie scura invece è in grado di riflettere i raggi solari con un’efficacia molto minore, e in questo modo risulta significativamente più elevata la velocità del processo di scioglimento della neve. Le trincee scavate dagli operatori per misurare l’altezza della neve sul ghiacciaio hanno evidenziato pochi giorni fa sull’Adamello la presenza di un solo strato di polvere sahariana, mentre erano due quelli rilevati nel 2024.
Accelerazione visibile
Lo spessore di questo strato recente è pari a circa 13 centimetri. Sulla fronte del ghiacciaio è già emerso e si può osservare, mentre sul Pian di Neve – secondo quanto riferisce Amedeo Lendvai – si trova a circa 80 centimetri dalla superficie. Il suo affioramento è previsto nel corso delle prossime 2-3 settimane e questo fenomeno determinerà un incremento dell’accelerazione della fusione.
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