Al femminile

Una torta di divorzio, anche se non c’è nulla da festeggiare

La decisione di lasciarsi non è mai indolore, tuttavia c’è anche chi decide di buttare il passato alle ortiche e celebrare la libertà ritrovata
Augusta Amolini

Augusta Amolini

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Ai «Divorce Party» viene servita «Divorce cake»
Ai «Divorce Party» viene servita «Divorce cake»

A una tizia di Milano è piaciuto talmente tanto l’album di nozze da volere la stessa fotografa anche per la sua festa di divorzio. Questa sposa, dopo aver messo il dolore nella borsina dei trucchi, si è girata sui tacchi ed è andata via. Senza neppure inciampare nel velo.

Le prende una botta di tristezza, pensando che non avevano ancora finito il miele quando il castello dei sogni ha cominciato a scricchiolare. A un anno dal lancio del riso beneaugurante, di quel giorno resta solo il malinconico smarrimento di chi era presente al momento del fatidico «sì, lo voglio».

La decisione di lasciarsi non è mai indolore, tuttavia c’è anche chi decide di buttare il passato alle ortiche e celebrare la libertà ritrovata. Insomma, facendo sapere a tutti di essere tornati in pista, cuore compreso.

La nuova moda di festeggiare il divorzio arriva dagli Stati Uniti. E, incredibile da credere, il numero di italiani che, per gioco o per dispetto, esibisce con giubilo grottesco il proprio fallimento sentimentale è in crescita.

Per organizzare un «Divorce party», i consigli si trovano su Google. Come per ogni festa che si rispetti sono previsti addobbi floreali, musica e tartine. Il pezzo forte, però, è sempre il dolce. Quella che gli anglosassoni chiamano «Divorce cake» dovrà essere una torta spiritosa. Fondamentale quindi la scelta evocativa delle decorazioni in pasta di zucchero: catene spezzate, l’immagine dell’ex coniuge mentre scivola via dalla torta e altre amenità del genere.

La nuova moda di festeggiare il divorzio arriva dagli Stati Uniti
La nuova moda di festeggiare il divorzio arriva dagli Stati Uniti

Non potrà certo mancare il vino bianco, quello dal perlage fine. Per brindare, deglutire le lacrime e dimenticare un progetto di vita scaduto, come yogurt greco in frigorifero.

Di fatto, una relazione, quando arriva al capolinea – con tutte le implicazioni che ne derivano – dovrebbe essere vissuta con estrema delicatezza e riguardo. Questo non è un momento da condividere in allegria con figli, nuovi compagni, familiari o amici.

Nel dubbio, ho chiamato Laura Pranzetti Lombardini, esperta di galateo. Al riguardo lei ha espresso il seguente parere: «Lo stile è sinonimo di riservatezza. A sua volta la riservatezza riguarda gli affari di famiglia per cui, secondo la nostra tradizione, la fine di un matrimonio non va festeggiata ma metabolizzata. Per arrivare al divorzio sicuramente c’è stata sofferenza e ora sollievo ma... Un divorce party non ha un profumo di sottile vendetta?».

Ai posteri l’ardua sentenza.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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