Incoccata sull'arco, «La Freccia» si appresta a bucare la rete. Web, s'intende. Il direttivo editoriale coordinato dal direttore Federico Micheli e dal vicedirettore Michel Cardito ha infatti annunciato il ritorno del giornalino universitario che, dopo aver visto la luce all'inizio dello scorso anno e aver continuato le pubblicazioni sino al terzo numero, si è visto costretto a dichiarare la resa dinanzi all'insostenibilità dei costi di realizzazione di una pubblicazione cartacea con tutti i crismi.
Al suo primo vagito, circa un anno fa, «La Freccia» si presentava ai suoi lettori come strumento di informazione sulle iniziative della lista StudentiPer - cui fa capo l'idea, allargata però a tutti gli studenti - e come spazio «sul quale chiunque possa scrivere delle proprie passioni, delle proprie esperienze di vita (non solo universitaria), pubblicare racconti o poesie», e anche «denunciare o segnalare problemi». Tra le rubriche facevano capolino le tappe della protesta nei confronti del Ddl Gelmini, l'analisi della sentenza definitiva sulla strage di piazza Loggia, una disamina sull'Aids...
Il caso specifico della «Freccia» sembra ora voler contraddire la convinzione di McLuhan secondo cui «il medium è il messaggio»: la redazione intende infatti mutare il canale di diffusione, ma non intenzioni e contenuti. «Miriamo - spiega Michel Cardito - a creare un punto di riferimento culturale, offrendo da un lato contenuti «pratici» e strettamente legati alla vita universitaria, e dall'altro spunti di riflessione su temi di attualità, recensioni di film o dischi, parlare di letteratura, arte e musica». Argomenti che attengono perlopiù al tempo libero e che acquisiscono vieppiù valore se inseriti nel contesto dell'ateneo statale bresciano che non annovera corsi umanistici. La redazione «stabile» sarà costituita da 15 studenti. Il (ri)lancio della «Freccia» nella sua nuova veste «è previsto - annuncia Michel Cardito - al massimo per aprile», in vista delle elezioni dei rappresentanti degli studenti.