Un altro ricorso al Tar per gli studenti che non hanno saputo in tempo del primo.
A farsi promotori della nuova azione legale al Tribunale amministrativo regionale sono i rappresentanti della lista Studenti Per-Udu Brescia, forti della recente ordinanza degli stessi giudici di via Zima.
Giovedì 8 settembre, lo ricordiamo, durante la prova d'ammissione agli undici corsi di laurea triennale in professioni sanitarie della facoltà di Medicina e chirurgia, cinque degli 80 quesiti, di cui uno con due possibili risposte esatte, vengono annullati perché errati, provocando «perdite di tempo e disorientamento nei candidati».
Su tali basi i rappresentanti di «Studenti Per-Udu» (Unione degli Universitari), assistiti dall'avvocato Michele Bonetti, presentano ricorso con istanza cautelare al Tar di Brescia. Accolto giovedì scorso dai giudici di via Malta, che stabiliscono l'annullamento degli esiti della prova perché cagione «di un'obiettiva situazione di confusione e incertezza tra i ricorrenti», visto anche che «la modifica in itinere dei quesiti ha creato un'oggettiva alterazione del test», peraltro «disposta in via autonoma dalla Commissione d'esame».
«Le motivazioni che a settembre ci hanno spinto a farci collettori delle richieste di tanti studenti danneggiati hanno visto un riconoscimento totale da parte del Tribunale che con istanza cautelare ha disposto l'iscrizione in sovrannumero di tutti i ricorrenti», una quarantina.
Il Tar ha infatti ritenuto che c'è stata una «oggettiva alterazione nella modulazione e nella proporzione del test» e che «in conseguenza della grave anomalia registrata, affiora e si espande il diritto allo studio costituzionalmente garantito».
«È stato riconosciuto - proseguono - che la società privata che ha realizzato il test ha commesso degli errori e che l'università non è stata in grado sul momento di gestire la situazione: in ogni caso le conseguenze non possono essere pagate degli studenti e la sentenza ristabilisce questo principio di giustizia. Il primo sentimento che ci sentiamo di esprimere è quello di una grandissima felicità per tutti gli studenti danneggiati che ora, tornando ad usare le parole del Tar, sono da subito "ammessi in soprannumero al corso al quale aspirano"».
Grazie a quest'ordinanza gli studenti sono in tutto parificati a chi è già iscritto: «ci aspettiamo quindi che l'università faccia tutto il possibile per metterli nelle condizioni di recuperare le lezioni perse. Siamo disponibili su questo a collaborare per trovare le soluzioni più idonee».
«L'episodio che si è verificato quest'anno a Brescia purtroppo non è isolato, ma è il più grave di una numerosa serie di errori che dimostra come il sistema dei test a crocette non sia affidabile: ogni anno si registrano errori, irregolarità e frodi. Va quindi ripensato l'intero sistema di accesso all'università, che secondo noi dovrebbe consentire ad ogni studente di poter iniziare il corso di studi per cui si sente maggiormente portato mentre la valutazione e la selezione sarebbe meglio avvenissero in itinere».
Studenti Per-Udu Brescia promuovono ora una nuova azione legale: «I tempi per fare ricorso non sono ancora scaduti, ora promuoveremo un ricorso straordinario per tutti quegli studenti che sono stati danneggiati dal test e che non avevano partecipato al primo ricorso».