Scioglimento delle attuali quattro facoltà e creazione di nuovi dipartimenti, cambiamenti nella denominazione degli uffici e spostamenti di alcuni servizi da una sede all'altra. Ma anche rivoluzione dal punto di vista contabile, con l'obiettivo finale del bilancio unico di ateneo, e sul fronte informatico, con l'introduzione di nuovi pacchetti di software gestionali. All'Università Statale è in corso una ristrutturazione organizzativa, che una volta completata modificherà radicalmente la fisionomia dell'ateneo cittadino. Il processo vedrà coinvolti direttamente sia il personale tecnico-amministrativo, chiamato a dare concretamente vita al nuovo organigramma, sia i docenti, che saranno a pieno titolo i protagonisti della creazione dei nuovi dipartimenti.
Un cambiamento che, spiega il direttore amministrativo della Statale Enrico Periti, muove da due ragioni di fondo: da un lato l'impatto delle riforme Gelmini (Università) e Brunetta (Pubblica amministrazione), dall'altro la volontà dell'ateneo bresciano stesso di migliorare la propria visibilità nazionale ed internazionale.
La trasformazione ha interessato tre ambiti ben precisi: la governance, la struttura organizzativa e l'infrastruttura tecnologica.
In merito alla governance, dopo l'approvazione dello statuto, in questi giorni si stanno approntando il regolamento generale d'ateneo e i singoli regolamenti tematici. Entro il prossimo 14 febbraio dovranno essere presentate le proposte per l'attivazione dei nuovi dipartimenti, le strutture chiamate a gestire d'ora in avanti l'attività sia di didattica sia di ricerca.
Una volta che le proposte saranno vagliate e approvate si procederà alla costituzione dei dipartimenti (in ognuno dei quali dovranno afferire almeno 35 docenti) e alle elezioni dei direttori. Dopo questo atto formale, le quattro facoltà tuttora esistenti verranno sciolte. La nuova organizzazione non impatterà sulla proposta didattica. L'offerta formativa sarà unica per l'ateneo, mentre i corsi di laurea afferiranno al dipartimento solo per gli aspetti gestionali.
Numerosi cambiamenti riguarderanno anche la struttura organizzativa dell'ateneo. Il nuovo organigramma è già in buona parte operativo, mentre nelle prossime settimane, il direttore amministrativo diventerà direttore generale. Tutto il personale tecnico amministrativo passa sotto la direzione generale, dalla quale dipendono sette settori: Segreteria generale; Acquisizioni, edilizia e sicurezza; Risorse umane; Risorse economiche; Servizi Ict; Ricerca e trasferimento tecnologico; Servizi agli studenti; Sistema bibliotecario d'ateneo. Il cambiamento - già in atto - comporterà la riorganizzazione di numerosi uffici e anche il riposizionamento di una parte del personale. Sul punto, Periti precisa che «attraverso scelte trasparenti saranno valorizzate le competenze professionali, così da risolvere i problemi dell'organizzazione e fornire agli studenti servizi funzionanti».
Per quanto concerne le sedi degli uffici, a regime resteranno in via San Faustino i servizi che riguardano la carriera degli studenti, mentre in viale Europa (negli spazi dell'ex Cedisu) troveranno posto, tra gli altri, i servizi Mobilità internazionale, Diritto allo studio, Orientamento, Stage, Placement, Dottorati di ricerca.
Va poi rimarcato che dal 1° gennaio 2013 si passerà al bilancio unico di ateneo (i nuovi dipartimenti non avranno né autonomia di spesa, né una struttura amministrativa propria) e dal 1° gennaio 2014 verrà introdotta la contabilità economico-patrimoniale accanto a quella di cassa.
Infine, si procederà a riorganizzare l'infrastruttura tecnologica dell'ateneo con l'introduzione dapprima di un nuovo applicativo per la didattica e gli studenti, e successivamente di una nuova piattaforma che gestirà il bilancio e la contabilità. Intanto stanno per essere implementati nuovi applicativi per la gestione delle missioni, la rilevazione delle presenze e il mandato informatico. Infine, Periti evidenzia che l'ateneo ha deciso di partecipare al progetto «Good practice»: un confronto fra atenei su diversi ambiti basato sulle osservazioni di docenti e studenti.
Anche quest'ultima categoria sarà chiamata a giocare un ruolo nei nuovi organi che prenderanno pian piano forma. Gli studenti eleggeranno i propri rappresentanti nei consigli di corso di laurea, nelle commissioni paritetiche, nel Senato accademico, nel Cda, nel Nucleo di valutazione e nel Coordinamento delle attività didattiche (laddove formato). Un lungo cammino elettorale che dovrebbe concludersi entro l'estate.