Le gondole, il balcone di Giulietta, galleria Vittorio Emanuele II. E poi la Città Proibita, la Grande Muraglia, una capitale con 14 milioni di abitanti. Le une riflesse in occhi orientali, a ottobre scorso, i secondi in attesa di specchiarsi nella curiosità italiana dei 15 studenti del liceo linguistico don Milani di Montichiari che, dal 1° al 10 aprile, voleranno a Pechino a «restituzione» del viaggio in Italia di qualche mese fa dei coetanei della «Beijing Jingshan Middle School».
Il progetto si snoda in uno scambio culturale linguistico vicino all'idea del gemellaggio, come suggellato nella primavera dello scorso anno dall'accordo siglato tra i due istituti, a firma del dirigente scolastico Mario Fraccaro per il Don Milani, tappa successiva a un incontro in Cina fra rappresentanti di scuole superiori lombarde e omologhi cinesi nell'ottobre del 2010. A basi gettate, il primo strato di mattoni è stato eretto appunto poco dopo l'inizio dell'anno scolastico in corso. Con «ottimi riscontri - assicura la docente Erika Salodini che, con la collega Li Man, coordina il progetto -: i ragazzi hanno stretto buoni rapporti tra loro», e in particolare «gli studenti cinesi hanno apprezzato la scuola, l'accoglienza, la cucina...». I sedicenni di Pechino sono stati ospitati dalle famiglie dei giovani monteclarensi, i quali ad aprile si vedranno restituire il favore. La proposta mira a stimolare «l'amicizia e la conoscenza tra i due popoli - prosegue ancora Erika Salodini - oltre che naturalmente a incentivare la pratica linguistica». Sì, perché gli iscritti al Don Milani possono scegliere di studiare cinese nel corso del triennio, e lo scambio offre quindi loro l'occasione di cimentarsi con la lingua viva, parlata e calata nella relativa cultura. Di contro, gli adolescenti di Pechino - che non studiano italiano - possono mettersi alla prova con l'inglese. Attualmente, l'iniziativa coinvolge una classe quarta e una quinta per un totale di tredici giovani: «Abbiamo attinto a due classi differenti - riprende la docente - per raggiungere il numero previsto dal protocollo sottoscritto tra le due dirigenze scolastiche, pari a quindici». Dall'anno prossimo, però - dato che vige tutta l'intenzione di portare avanti il programma - «cercheremo di concentrarci sulla classe quarta, riconfermando lo schema di anno in anno». Come già accaduto (a rovescio) in ottobre, ad aprile gli studenti italiani potranno addentrarsi nei costumi e nelle tradizioni cinesi, iniziando ad assaggiare la cultura e la storia del «Far East».



