Scuola

«L'Italia sono anch'io» per dieci ragazzi

L'occasione è quella della campagna per il diritto di cittadinanza delle persone migranti «L'Italia sono anch'io» e i 10 alunni della scuola media «Giacomo Perlasca» di Rezzato che frequentano il corso E, non se la sono fatta sfuggire. Come? Scrivendo una lettera al Consiglio d'Istituto sollecitando la loro adesione all'iniziativa.

Con l'aiuto della docente Mariella Foresti (che li ha aiutati nella stesura formale della lettera), Costituzione alla mano - dopo aver letto l'articolo 3 che cita «tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono uguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, razza, lingua, religione, opinioni politiche e condizioni personali e sociali» -, Hussein, Ilenia, Jaspreet, Sami, Ajay, Waseem, Ilhem, Tazin, Miao Miao e Madalina (questi i nomi dei 10 studenti) hanno scritto: «Le nostre famiglie provengono da diversi Paesi del mondo, i nostri genitori ci parlano in urdu, arabo, inglese, cinese, punjabi, bengalese, filippino e rumeno, abbiamo letto le parole del Presidente Giorgio Napolitano sui bambini e i ragazzi venuti con l'immigrazione che devono far parte integrante dell'Italia di oggi e di domani, rappresentando una fonte di speranza e un contributo a costruire il futuro del Paese. È per questo che proponiamo al Consiglio di Istituto che anche la nostra scuola aderisca alla campagna "l'Italia sono anch'io" sostenendo in particolare la proposta di legge secondo la quale i bambini e le bambine che nascono in Italia sono cittadini italiani». La lettera è stata formalmente inviata al Consiglio d'Istituto.

Alcuni giorni fa è arrivata la risposta, e i dieci ragazzi hanno appreso con gioia che la loro proposta è stata accettata all'unanimità dai componenti del Consiglio dell'Istituto Comprensivo di Rezzato nelle persone del presidente Stefano Bonetti, della dirigente scolastica Vincenza Zotti e dai rappresentanti dei genitori. Con questa delibera la scuola ufficializza una linea di condotta che persegue da tempo, i cui obiettivi - come specificato nella lettera di risposta - sono l'impegno e l'entusiasmo giornaliero per abbattere ogni discriminazione e favorire il successo formativo di ogni alunno straniero, supportandoli con percorsi formativi personalizzati, progetti di inclusione e attività di apprendimento della lingua italiana, insomma vari modi per farli sentire a casa. Questi 10 ragazzi con la loro intraprendenza hanno già raccolto il loro primo successo sulla strada della piena integrazione.

f. z.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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