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Serle

Formelle per il muro che narra la storia del paese

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Ore: 06:00 | mercoledì, 25 gennaio 2012

Nell'opera pittorica murale all'esterno della scuola primaria «Serafino Gnutti» dell'Istituto comprensivo di Nuvolento battezzata «il muro narrante» è raccontata la storia e l'identità di Serle: sono rappresentati l'illustre cittadino ed eroe risorgimentale Don Pietro Boifava, l'antico monastero di San Bartolomeo, il sottosuolo di Cariadeghe, la produzione della carbonella e il lavoro del cavatore. Ora la storia murale prosegue il suo percorso all'interno della recinzione scolastica grazie al progetto avviato da qualche tempo. Sotto forma di grande mosaico composto da centinaia di formelle di terracotta, ideate e lavorate dagli alunni di tutte le classi, verranno rappresentate le cose che per questi studenti sono l'essenza del loro essere, così importanti da volerle rappresentare in modo indelebile sul muro della scuola. Il percorso è cominciato due anni fa con la fase progettuale, con le riflessioni di alunni e docenti, dalle quali sono emersi i temi scelti per l'opera: scuola, amicizia, animali e famiglia-vita- divertimento. Quindi è seguita l'elaborazione del progetto grafico affidato alle classi terza quarta e quinta A dell'Ipc Golgi di Brescia.

Ora il progetto può prendere forma (come precisa la referente Lucia Sorsoli) e concretizzarsi nella «terracotta» per essere inciso e plasmato, dalle decine di impazienti mani di entusiasti alunni, desiderosi di creare e firmare la propria opera. I primi due temi a prendere corpo sono: la scuola rappresentata da un grande matitone che sarà riempito a mosaico da tanti tasselli con raffigurate le varie materie, dalla cui punta escono i simboli delle cose belle della vita. Qui alcuni ragazzi spiegano la materia scelta per la loro creazione, come Letizia di 4ª B che dice: «A me piace l'inglese, perciò io parlo delle lingue del mondo» o il timido Simone di 4ª A grande appassionato di storia: «Io amo questa materia e volevo testimoniarlo con il mio lavoro» e ancora, Gloria 4ª B che con l'ingenuità dei suoi anni candidamente dichiara; «Ho scelto di rappresentare matematica perché mi è stato suggerito».

Il secondo tema molto sentito riguarda l'amicizia. Per rappresentarla è stato creato un disegno nel quale due mani racchiudono idealmente il mondo. Anche qui il lavoro è stato lungo e la dimostrazione è la bacheca colma di disegni fatti per la creazione delle forme di terracotta. Gli alunni spiegano volentieri i loro pensieri e uno su tutti lo esprime Chiara 3ª A che afferma: «L'amicizia è bella sempre nonostante il colore della pelle», sintetizzando nella sua formella lo spirito della scelta. E uno degli obiettivi del progetto è proprio insegnare a star bene con se stessi e con gli altri, oltre a comunicare emozioni, pensieri, esperienze attraverso linguaggi artistici e non solo verbali. Queste prime opere una volta ultimate - le formelle saranno cotte in un forno appositamente acquistato grazie al contributo di alcuni finanziatori - saranno posizionate a giugno sul muro interno della scuola, proseguendo nel presente un cammino identificativo iniziato da molto lontano.

Francesca Zani

Giornale di Brescia su