Piccoli ingegneri crescono. L'affermazione calza a pennello se si prende in considerazione quanto si sta realizzando nei laboratori di elettronica dell'Itis «Luigi Marzoli» di Manerbio. Basta infatti varcare i cancelli della scuola di via Solferino e, tra alcune lezioni teoriche e molte altre pratiche, ci si accorge di quanto la tecnologia trovi le proprie basi anche dentro queste mura.
Già perché è da qui che è partita la progettazione da parte degli studenti di «microcontrollori». In particolare ad essere realizzato è un automa, un robot in grado di muoversi evitando gli ostacoli e il vuoto oppure di seguire tracciati segnati con linee di colore scuro su sfondo bianco.
Tutto ha preso avvio nell'ambito della preparazione dell'esame di Stato dello scorso giugno, allorché gli studenti dell'indirizzo elettronico hanno sviluppato delle tesine basate su progetti originali. In particolare gli allievi Andrea Brognoli, Aurel Lacatus Petru e Singh Gurdeep, diplomatisi nell'indirizzo Elettronica e Telecomunicazioni, hanno messo a punto un robot. E questo progetto è oggi portato avanti dai compagni dell'attuale 5ªB, in una linea di continuità e prosecuzione degli studi.
A seguire il lavoro degli allievi provvedono i professori Luca Gotti e Donato Taglietti, affiancati dai colleghi Roberto Feola, Antonina Gurrieri e Vaccaro Antonino, i quali cercano di proporre ai ragazzi una didattica di progettazione applicata.
Nello specifico questo progetto consiste nella realizzazione di un automa capace di muoversi evitando gli ostacoli, il vuoto e di seguire tracciati segnati con linee di colore scuro su sfondo bianco. Il suo funzionamento è controllato da un microcontrollore, che elabora i segnali provenienti dai sensori e comanda gli attuatori che determinano i movimenti.
Questa tipologia di robot viene usata in alcuni settori dell'industria e della ricerca scientifica per sostituire l'uomo in attività manuali faticose, pericolose o troppo costose dal punto di vista del profitto. Il funzionamento del robot è gestito da quattro pulsanti che permettono di scegliere la funzione che andrà ad eseguire: modalità «demo» (funzione dimostrativa delle principali potenzialità); modalità «autonoma» (permette al robot di muoversi autonomamente evitando gli ostacoli e il vuoto); modalità «line follower» (in grado di seguire autonomamente una linea bianca tracciata su di una pavimentazione nera o viceversa). Il dispositivo rappresenta la base per diverse applicazioni, quali tosaerba ed aspirapolvere automatici, controllo e misure in ambienti inagibili e/o pericolosi per l'uomo (per esempio tubazioni e cisterne).
L'idea del robot è nata dal desiderio di realizzare un dispositivo semovente dotato di telecamere e moduli wireless per il telecontrollo e l'invio di dati ispirandosi al robot inviato dalla Nasa per l'esplorazione di Marte.
«Spesso gli studenti partono con idee ambiziose per i loro progetti, occorre quindi ridimensionare quello che vogliono realizzare in funzione alle effettive conoscenze/competenze acquisite e all'ambito didattico. L'importante è mantenere l'idea di base in modo che gli allievi siano motivati allo studio e al completamento del progetto», spiega il prof. Luca Gotti, docente di Progettazione elettronica. A seguire i ragazzi anche l'insegnante tecnico-pratico, il prof. Donato Taglietti: «Il lavoro svolto è sicuramente fonte di soddisfazione sia per noi docenti e sia per gli alunni che alla fine del percorso di studi si sono impegnati nella produzione e realizzazione di dispositivi elettronici di loro interesse».
Umberto Scotuzzi