Scienza

Con gli Entomopter su Marte

Le esplorazioni sul Pianeta Rosso da affidare a micro-macchine volanti progettate dal Georgia Institute of Technology

Un giorno (o meglio una notte) l'uomo ha alzato gli occhi al cielo e ha scoperto «territori» inesplorati. Da allora non si contano i progressi che ha fatto in campo tecnologico e che in questi anni si sono concentrati in missioni esplorative del pianeta rosso, Marte. Per le prossime missioni si è pensato addirittura ad una nuova generazione di cosmonauti: gli Entomopter.

Gli Entomopter (dal greco entomo=insetto e ptero=ala) sono insetti robotici che il Georgia Institute of Technology ha cominciato a progettare quasi per gioco partendo da una precedente idea, nata in ambito militare, per creare dei «micro-volatili» da utilizzare nell'ispezione di caverne, bunker e simili.

Marte è un luogo difficile da esplorare con mezzi «tradizionali». Lo spessore della sua atmosfera per esempio è molto sottile, pari circa a quello dell'atmosfera terrestre a 36 chilometri di altitudine: a questa quota per avere stabilità bisogna mantenere un'alta velocità di crociera. I guai iniziano quando si vuole far atterrare poi decollare un oggetto sulla superficie rocciosa del pianeta per campionare il terreno.

L'utilizzo di macchine che volano come gli insetti, sbattendo solo le ali, permette un'agilità di movimento maggiore degli usuali velivoli. I muscoli degli Entomopter sono di tipo «chimico» e, nonostante producano gas di scarico, i ricercatori hanno trovato il modo per riutilizzarli incanalandoli in un sistema che aiuta l'insetto-robot ad evitare ostacoli durante la sua esplorazione.
c. b.

Riproduzione riservata © Giornale di Brescia

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