Il silicio, materiale ormai diventato troppo costoso, sta per essere mandato in pensione dalla nuova generazione di pannelli fotovoltaici.
I nuovi pannelli saranno composti da fogli di acciaio ricoperti da una speciale vernice, detta solare. Questa vernice è costituita da strati di elettroliti, sostanze che in soluzioni acquose conducono corrente, e da uno di colorante. In questo modo il pannello fotovoltaico diventa più versatile. Secondo studi norvegesi, entro il 2016 sarà in commercio un prodotto da nebulizzare su qualsiasi tipo di superficie: strati sottili sulle finestre per non impedire il passaggio di luce, strati più spessi sulle pareti esterne per produrre una maggior quantità di energia.
Studi cinesi invece hanno prodotto pannelli solari che si sostituiscono alle tradizionali finestre. I calcoli fatti sui prototipi hanno dimostrato che il loro uso su edifici molto grandi porterebbe ad un notevole risparmio energetico. Per esempio se si sostituissero le 6.500 finestre dell'Empire State Building di New York con i pannelli cinesi, si produrrebbero 13 kWatt al giorno.
La vernice solare «nostrana» ha la firma del Centro nazionale delle ricerche (CNR) ed è in grado di trasformare in energia elettrica qualsiasi radiazione luminosa naturale o artificiale. Anche in questo caso non è stato utilizzato il costoso silicio. Tale vernice inoltre sfrutta il materiale su cui viene stesa così da aumentarne la resa energetica.